di MARIETTO CERNEAZ In una nostra intervista di due anni fa, Elisabet Nebreda – esponente di Esquerra Repubblicana, passata in Lombardia per un convegno – parlò chiaramente, anticipando quel che oggi sta succedendo: “La politica – disse Nebreda – ha provato in tutti i modi a trovare un accordo ragionevole con Madrid, ma non c’è stato nulla da fare. Ciò che mi interessa particolarmente sottolineare – aggiunge – è che la nostra è una rivoluzione democratica, ecco perché non esiste alcuna ragione da parte di soggetti stranieri di interferire nei nostri affari, affermando che la Spagna deve rimanere unita. Eppoi, a noi va bene che la Spagna resti unita, ma senza la Catalogna”. Chiarezza assoluta sull’obbiettivo da raggiungere, peraltro: “Noi abbiamo un’idea chiara in testa. Primo, bisogna vincere le elezioni ed ottenere la maggioranza dei seggi intanto; secondo, si darà vita ad un governo di unità nazionale, che si adopererà per definire le istituzioni necessarie alla nostra indipendenza. Questo processo durerà 18 mesi; terzo, allo scadere dei 18 mesi, faremo la dichiarazione solenne per avviare…















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