CINA, HONG KONG E IL SENTIMENTO ANTICAPITALISTA DEGLI INTELLETTUALI

di LEONARDO FACCO Tra i miei appunti, ho uno scritto breve di Marco Bassani, probabilmente un suo post su un social network, che recita così: “La fine della più grande utopia criminale del Novecento non è bastata a liberarci dalle macerie del comunismo: nei più prestigiosi quartieri accademici il canone del materialismo storico viene riproposto costantemente e la politica occidentale è una continua rivisitazione di un austro-marxismo della vulgata (Renner). Per non parlare dei luoghi/lager che ancora tentano attivamente di rovesciare i rapporti di produzione. Da questo revival senza fine non sembra proprio esserci un’uscita di sicurezza. Siamo ancora dentro questa lunga e travagliata storia d’amore fra intellettuali e socialismo, che si scarica ovunque su di un popolo che a me par innocente. È un amore tossico, disseminato di plotoni di esecuzione, torture, abusi e maltrattamenti. Un amore che si nutre di odio e disprezzo: odio per un sistema che crea ricchezza e spregio per l’uomo della strada, il cui sogno è spesso proprio quello…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
Rubriche PensieroLibero