di REDAZIONE Di fronte ai cittadini della Lombardia si aprono oggi due strade. La prima è quella della resa, della crisi, della paura. Più che una strada è una Via Crucis, le cui tappe si chiamano Grecia, Cipro, Portogallo e chissà quali altre ancora. E’ una strada che non abbiamo consapevolmente scelto, ma che stiamo subendo da troppo tempo, a causa delle politiche governative che hanno trasformato la nostra Regione, negli ultimi vent’anni, in una colonia fiscale. Ma abbiamo anche le nostre responsabilità, come cittadini lombardi, per aver delegato ad una classe politica autoreferenziale enormi poteri di intromissione nelle nostre vite, nell’economia, nella società. Oggi, di fronte alla congiuntura negativa che ha investito il mondo intero e, in particolare, l’Occidente, la nostra Lombardia rischia di non farcela non per demeriti propri, dato che è ancora una Regione-motore ai primi posti in Europa e nel Mondo. Oggi rischiamo di soccombere per l’insostenibile prezzo dell’unità italiana, che potrebbe realmente trascinarci a fondo. La seconda strada, allora, consiste nel riprenderci il diritto…















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