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Dice che ridurranno il debito, ma vogliono fare più deficit

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di MATTEO CORSINI Ogni “comunicatore” incline a raccontare balle (e, forse proprio per questo, considerato “grande comunicatore”) di solito conta sul fatto che la memoria degli interlocutori tende ad azzerarsi rapidamente, nonostante di tutto quanto uno dice e scrive rimanga ormai traccia indelebile e sia quindi alla portata di tutti ricordare cosa è stato detto e fatto. Matteo Renzi è un maestro in tal senso. Intervistato dal Sole 24Ore, ecco come esordisce: “Prima di parlare della data delle elezioni a me interessa capire cosa dobbiamo fare oggi. In questo momento per me la priorità numero uno, più della legge elettorale, più degli ottimi dati Istat su occupazione e crescita, più della data delle elezioni, è la questione delle banche venete. Non mi interessa la banca in quanto tale: sono stato tra i primi a chiedere l’azione di responsabilità contro i vecchi amministratori. Mi interessa il Nord Est, le sue famiglie, le sue imprese. Un tessuto sociale e impr
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4 COMMENTS

  1. La coperta è corta, ma ci vogliono raccontare che basta comunque.
    Non sono in grado di fare né di mantenere alcuna promessa.
    Possono e sanno solo prosciugare le finanze ed i risparmi della gente che si spacca lavorando.
    Oltre, per i politici italiani non si riesce a vedere e ad andare.
    Vogliono i nostri soldi.
    subito, ad ogni costo.
    Anche al costo di mentire spudoratamente.

  2. Occorre fare alcune considerazioni.
    Non hanno nessuna intenzione di ridurre il debito. Quello che vogliono fare è ridurre il rapporto debito/pil agendo sul denominatore ovvero aumentando il PIl, il che significa che la spesa per interessi rimarrebbe invariata. Intendono ridurre il valore reale del debito con l’inflazione, per questo la BCE spinge per un inflazione comunitaria del 2% ed ecco perché l’Unione Europea spinge per l’aumento delle aliquote Iva, l’aumento dell’imposizione indiretta provoca inflazione ed in Italia a causa del crollo dei consumi e della recessione siamo lontani da qull’obiettivo (comunitario).
    Non c’è stata alcuna austerity in Italia, nel senso che la spesa pubblica è rimasta invariata ed anzi è aumentata. L’unica austerity è quella iniziata nel 1993 con il governo tecnico Amato-Ciampi e l’impennata dell’imposizione fiscale. All’aumento delle tasse sono seguiti il rallentamento dell’economia negli anni novanta, il fermo dell’economia con l’introduzione dell’Euro, la recessione con i governi non eletti/non votati (Monti/Letta/Renzi/Renziloni).

      • Sulle tasse che sono in gran parte un furto ho sempre in bella vista in biblioteca il saggio di Thoreau “disobbedienza civile” con prefazione di Granfranco Miglio.
        Quel che volevo dire, ho cercato di essere breve, è che al di la degli annunci, dei proclami chi ci governa si comporta come Raoul Cremona quando fa Silvano il Mago di Milano, agitano le man come per un gioco di magia e poi dovrebbero dire come “cosa sto facendo? assolutamente nulla, ma lo sto facendo benissimo”.
        La convinzione dei vari governi è che le crisi sono passeggere e si risolvo da sole. Così si mettono a discutere di leggi elettorali ed altre facezie che nulla hanno a che fare con l’economia e la disoccupazione, ogni mese annunciano che c’è la ripresa (è dal 1993 che lo sento dire…) convinti che tanto prima o poi ci sarà per miracolo divino (ma se ne prenderanno il merito) e per dimostrare che è grazie alle loro iniziative che c’è stata la ripresa ci rifilano norme che non solo non servono a nulla ma addirittura sono dannose come il bonus 80 euro, il job act, la legge Fornero, la tassazione della prima casa, ecc. convinti che poi gli effetti depressivi di queste norme si perderanno nell’aumento del PIl che prima o poi arriverà.
        Detto questo e cercando di essere il più breve possibile ho affermato che non solo non si intenda abbassare il debito pubblico (tanto sono convinti che il PIl si alzerà da solo e quindi si abbasserà il rapporto debito/pil, Monti da solo lo portò dal 122% al 130% in pochi mesi….) ma neppure la tassazione perché gli serve per coprire la spesa pubblica che non è mai stata tagliata (altro che austerity….) anzi è aumentata ed intendono keynesianamente aumentare il deficit (che altro non è che tasse o debito pubblico futuro) per incrementare il PIl.
        Le tasse, come ha spiegato Laffer e come mostra l’evidenza in Italia sono la causa della crisi italiana, altro che i subprime americani! E le tasse spropositate servono solo a coprire la spesa pubblica. La BCE aveva dato la possibilità con Q.E. di abbassare la spesa per interessi sperando che il risparmio fosse utilizzato per diminuire il debito pubblico, invece è finito nei bonus di Renzi ed ecco perché un olandese sbottò dicendo che i mediterranei spendono i soldi in donne e champagne.
        Sul perché ci sia da anni la spada di Damocle dell’aumento Iva imposto da Bruxelles, aumento che viene sempre rimandato in attesa della ripresa e che avrebbe invece effetti depressivi sulla domanda ho già spiegato.

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