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Ecco il 173° segnale della ripresa: telecom ne licenzia 1.700 e non assume

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telecomdi LUIGI CORTINOVIS

Funziona, la crescita va alla grande. Chi si lamenta è un burfaldino, direbbero quelli della Giallappa’s, tanto vicini al progressismo italico.

Quindi? Quindi… sono circa 1.700 gli esuberi previsti dal piano di efficientamento annunciato da Telecom Italia ai sindacati durante un incontro al Mise (il Ministero, perché c’è talmente tanto liberismo che il governa entra in qualsiasi trattativa).  Questo significa che tutto il call center, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe uscire dal perimetro Telecom per formare una nuova società che si chiamerà TimCaring srl. I tagli al personale riguarderebbero in particolare le aree di staff, director assistance, cross activity e parte di IT. “Obiettivo del governo – si legge in una nota del Mise – è quello di favorire un accordo in tempi brevi”. Belle parole, degne del Jobs Act!

Ovviamente, il sindacato arriccia il naso e si fa strada l’eventualità del ricorso alla solidarietà difensiva (neologismo che neanche Orwell avrebbe mai immaginato). Che è? Uno strumento che, allo stato attuale delle norme, l’azienda non potrebbe utilizzare poiché ha terminato, con quello concluso ad aprile, tutti i cicli consentiti. Traduzione: di solidarietà coi soldi degli altri ne è stata fatta abbastanza. Ma al governo, per l’ex SIP, sono pronti a fare una deroga.

Ovviamente, l’azienda ha anche detto “stop alle assunzioni”. Flop Act!

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