ECCO IL 220° SEGNALE DELLA RIPRESA: NUOVO RECORD DEL DEBITO PUBBLICO

  di LUIGI CORTINOVIS Che ai 23 miliardi di diminuzione delle tasse annunciati dal governo con la presentazione del DEF, corrispondano in realtà solo 3 miliardi di euro (forse, vedremo a legge finanziaria approvata) è risaputo. In realtà, gran parte di quella che viene chiamata “riduzione delle tasse” non è altro che lo spostamento delle clausole di salvaguardia (aumenti Iva e accise benzina) all’anno prossimo. Ricordiamolo: l’eliminazione delle clausole di salvaguardia è un pericolo momentaneamente evitato, non una riduzione di imposte in essere. Anche che la riduzione delle poche tasse previste è, in vero, un’operazione in deficit (che si alzerà, con avallo dell’Ue) è risaputo. Quindi? Sempre più spese e debiti d accollare alle generazioni future. Il governo, nel frattempo, continua a godere della luna di miele coi bassi tassi sul debito garantiti dal quantitative easing di Mario Draghi (stampa di moneta per acquistare titoli) e dalle esitazioni della Federal Reserve, che di rialzare i tassi Usa non ci pensa proprio. Ma l’esigenza di arrivare a una spending review più incisiva…

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