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Ecco il 62° segnale della ripresa: cresce ancora il debito pubblico

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debitodi LUIGI CORTINOVIS

Com’è la storiella che raccontano più o meno tutti i politici che finiscono sui media? Ah sì: “Basta con l’austerity, bisogna che lo Stato spenda per incentivare la crescita e bla bla bla”.

Dato di ieri: “Torna a crescere il debito pubblico italiano e si riporta verso il massimo storico. Secondo i dati del supplemento statistico di Bankitalia a gennaio il debito pubblico ha raggiunto i 2.165 miliardi di euro, in crescita di 31 miliardi rispetto al mese precedente e vicino al massimo di 2,167 miliardi toccato nel luglio scorso. Quanto al debito pubblico italiano in mano agli investitori esteri (non residenti) è sceso a 716 miliardi rispetto ai 730 miliardi del mese di novembre. La quota in titoli di Stato si è ridotta da 688,006 a 673,157 miliardi. In base ai calcoli Reuters su dati di via Nazionale, la quota dei titoli del debito pubblico italiano in mano agli investitori esteri è passata a dicembre al 37,6% dal 37,7% del mese precedente”.

Ah ecco, verso un nuovo record storico… e vai di ripresa! Sarà contento Barisoni, visto che l’Italia spende denari estorti ai contribuenti per “investimenti buoni”… tipo la Salerno Reggio-Calabria!

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2 COMMENTS

  1. Sono trascorsi diversi anni dall’inizio della crisi e dall’alto della Piramide molto confusionaria del Governo cambiato più volte, non mi pare che stiano seguendo la strada per la rinascita del Paese. E’ vero che oltre alla crisi sono scoppiate tantissime rivendicazioni conseguenti alle libertà mafiose istituzionalizzate di cui il Governo e la Giustizia sembrano approvare per raccogliere finanze addizionali per mantenere la barca in piedi. Migliaia di Ditte hanno chiuso generando disoccupazione e malcontento generale, ma gli unici a trarre profitto da questa situazione sono esclusivamente i Partiti Politici. Per quanto tempo ancora? L’informazione o meglio la disinformazione continua a limare sulla realtà di un Paese ormai alle ultime bracciate.
    Molti si sono illusi sperando nell’EXPO 2015, che dimostrerà ancora una volta le nostre incapacità concorrenziali di fronte ad un mondo esterno che ha saputo creare lo sviluppo tecnologico in chiave economica, Cina, India, Indonesia, Sud Corea, ecc., mentre la nostra politica Italiana ha mantenuto alti i costi ai danni della produzione e dell’occupazione, per privilegiare una manciata di Oche con stipendi e pensioni d’oro.
    Più volte ho suggerito alla tirannide che occupa i posti di comando, di istituire un Ente che si occupasse di risolvere le tante mascalzonate compiute dalle Regioni attraverso Pubblici Ufficiali con l’appoggio esterno dei Giudici di Pace, ma sino a quando non toccheremo il fondo con Ministeri programmati sulla carta ma nella realtà inesistenti, il Paese continuerà a marcire.
    Vi sono importanti progetti innovativi di sviluppo per la ripresa del Paese, ma nessuno é predisposto a scommettere su un Paese Governato da attori teatrali di basso livello per rimetterci i propri capitali e la propria reputazione.
    Anthony Ceresa.

  2. Barisoni fa interessanti e condivisibili diagnosi.
    Ma sulla terapia che poi approva è del tutto dissociato.

    Al solito, più droga al drogato.

    Ha tendenza a fissarsi su piccole cose, giusto riparare anche quelle, ma piccole cose.
    Non ha la prospettiva ampia di chi conosce il liberalismo.

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