FERRERO, IL COMUNISTA CHE NON SA COSA SIA LA VERGOGNA

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di MATTEO CORSINI

Ho sempre pensato che per essere comunista durante la prima metà del secolo scorso servisse una grande ingenuità o una altrettanto grande cattiveria.

Col passare dei decenni, credo che l’orrore e la miseria provocata dai regimi comunisti avrebbe dovuto far cambiare idea anche agli ingenui, per cui l’ingenuità è stata sostituita da una dose crescente di stupidità. Restava, ovviamente, l’alternativa della cattiveria.

Non è semplice classificare chi ancora si definisce (fieramente) comunista, come l’ex parlamentare Paolo Ferrero, il quale ha rilasciato affermazioni agghiaccianti in merito a quanto sta accadendo in Venezuela. Per esempio, difendendo l’operato di Maduro. Dopo aver negato che sia un fallimento del socialismo, Ferrero ha aggiunto: “L’attuale governo agisce nella legalità, sta facendo un ottimo lavoro e prospetta per il Paese una strada democratica”.

Lo si potrebbe considerare una persona che non sa cosa sia la vergogna. E invece dovrebbe vergognarsi parecchio.

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