FRANCIA DISASTRATA, È ANCHE LA PATRIA DEI “DELINQUENTI IN CALZONCINI CORTI”

Francia a orologeriadi VALENTINA CAVINATO

In Francia ho trascorso ben quindici anni della mia vita e, credetemi, non sono pochi. E’ normale che quando ci si trasferisce in un paese straniero, si notino le differenze e si facciano paragoni con la nostra terra (da libertaria mi rifiuto categoricamente di utilizzare il termine “patria”), ma qui il mio stupore veniva praticamente sollecitato ogni giorno. Sinceramente ci ho messo almeno un paio di anni, per capire che non stavo sognando, per capire che questo popolo vive in un’altra dimensione. Ogni cittadino agisce arrecando danni agli altri, ma lo fanno a turni e quindi stanno tutti zitti.

Credo sia utile, prima di passare al dunque, rendere note alcune realtà, che vi faranno sicuramente rabbrividire e che nessun media italiano oserà mai raccontarvi, tantomeno i Formigli-Telese & Co. cercano sempre di sponsorizzare la Francia, facendovi credere che si tratti di un paese meraviglioso.

– La Francia è il paese europeo con il più alto consumo di psicofarmaci.

– Ci sono mediamente 12.000 suicidi ogni anno (in Italia sono circa 4.000). Per quanto riguarda i  giovani, i dati sono scioccanti: 1 adolescente su 5 ha già tentato il suicidio e ogni anno il numero di morti non cessa di aumentare.

– All’ingresso delle scuole medie e dei licei, sono presenti i metal detector, in quanto i ragazzi mettono armi di ogni sorta nei loro zaini.

– Esistono le ZSP (Zone di Sicurezza Prioritaria):  sono città, quartieri, aree, in cui praticamente il tasso di criminalità ha raggiunto un  livello tale, che nemmeno le forze dell’ordine possono più intervenire per ristabilire l’ordine pubblico. L’elenco di queste zone si allunga ogni anno e non si tratta più soltanto delle famose banlieues.

– Esistono le ZEP (Zone di Educazione Prioritaria): sono scuole in cui la violenza è inaudita, scuole in cui ci scappa anche il morto, le definiscono “sensibili”. L’ultimo omicidio è stato commesso in un liceo di Montmartre. Avete capito bene, parliamo di un bel quartiere parigino, non della banlieu marsigliese. Ma c’è un caso che mi aveva fatto letteralmente gelare il sangue. Nell’estate del 2012, in una scuola elementare, di una tranquilla cittadina nel centro della Francia, un bambino di terza elementare (8 anni !!!), ha ucciso una sua compagna di classe, mentre si trovavano in fila alla mensa scolastica.

Per ora mi fermo qui. Credo che possa bastare.

francia-tvIn questi giorni sono inciampata in un video, pubblicato in Facebook da iTele, una specie di CNN francese e, per quanto sia “abituata” a questo genere di news, sono rimasta di stucco. A Melun, un asilo è stato letteralmente distrutto da una banda di “delinquenti in calzoncini corti”, così li hanno definiti nel servizio, di età compresa tra i 5 e i 12 anni. Il comune ha denunciato il crimine e ora spera in un risarcimento da parte dei genitori. Il Vice Sindaco annuncia che verranno intraprese “azioni educative” e che se ne occuperanno i “servizi sociali”. Parassiti alla riscossa! Ora qualche riflessione.

Quei “ragazzi” che hanno distrutto l’asilo, sono abituati a vedere i loro genitori, manifestare nelle piazze, non sempre pacificamente, per ogni puttanata. La loro CGT è una potenza, non come quegli scalcagnati della CGIL. E’ successo più volte che gli imprenditori venissero addirittura sequestrati dai loro dipendenti in sciopero, sequestrati nel vero senso della parola.  Molti italiani, per me saranno sempre pochi, si sono risvegliati dal sonno che è durato alcuni decenni, si sono accorti che la triplice li ha presi per i fondelli e i tesseramenti cominciano seriamente a scarseggiare. I galli no, proseguono imperterriti nella loro autodistruzione.

Quei  “delinquenti in calzoncini corti” vedono ogni giorno in televisione, scene di automobili bruciate nelle strade (nei primi sei mesi del 2015, solo a Parigi e dintorni, ne hanno bruciate 130!) e tante altre “belle” cose.

Lo stato francese genera scientificamente un popolo di smidollati. Li abitua, fin da piccoli, ad una sorta di tossicodipendenza da sussidi di ogni genere, crea una valanga di cellule phsychologiques (team di psicologi statali che intervengono in ogni situazione). Spesso questa tossicodipendenza crea assuefazione e così sono costretti ad aumentare le dosi. Lo STATO LADRO li massacra di tasse, ma loro non capiscono. Per farli star buoni, elargiscono sussidi a tutti, anche a famiglie con un reddito superiore agli 8.000 € mensili. Per fortuna che i produttori di ricchezza, stanno scappando a gambe levate e i giovani fuggono in paesi dove potranno avere un futuro.

Già dall’asilo li fragilizzano, mandandoli a scuola solo quattro giorni alla settimana, le  scuole sono chiuse il mercoledì, il sabato e la domenica. Si cari lettori, avete capito bene. Qualche anno fa avevano proposto di aggiungere il mercoledì, ma i genitori si sono ribellati, dicendo che i loro poveri pargoli non avrebbero potuto sopportare un tale ritmo scolastico. Anche le vacanze sono “abbondanti”. Oltre a quelle estive, che sono più o meno come le nostre, loro si sparano: 2 settimane per i morti, 2 per Natale, 2 per le vacanze invernali (in febbraio), 2 per Pasqua, più tutte le feste nazionali. Non è fantastico?

Gli adulti in compenso lavorano 35 ore alla settimana, grazie al socialista Jospin, e ora una folkloristica Ministra di Hollande, ha proposto di toglierne altre 3, così ne lavorerebbero solo 32. Naturalmente non manca il REDDITO DI CITTADINANZA, che ha solo aumentato il numero di fannulloni, pensate che viene versato sul conto corrente anche a tutti i detenuti . Hanno anche il SALARIO MINIMO GARANTITO, così se assumi l’unico idiota disponibile sulla piazza, lo devi pagare un botto.

Se permettete, mi sorge spontanea una domanda: perché in un paese così cool, si conta un così alto numero di suicidi e la gente si imbottisce di psicofarmaci, come fossero TicTac? Dopo anni di riflessioni, eccovi la mia risposta. In  un paese in cui non esiste minimamente la LIBERTA’ INDIVIDUALE, dove lo stato si intromette in ogni tua scelta, ti prende per mano alla nascita e non te la molla fino alla morte, ti guida, ti impone obblighi di ogni sorta, il risultato non penso che possa essere diverso. Però loro, i galli, non se ne accorgono, cantano orgogliosi la marsigliese e sventolano il tricolore. Praticamente, quando nascono, anziché metterli in una culla, li piazzano direttamente nel pentolone della “rana bollita” e accendono il fuocherello.

Quando facevo notare certe assurdità, per esempio l’obbligo imposto per legge alle emittenti radiofoniche, di trasmettere almeno il 40% di musica francese, la risposta era sempre la medesima: “Fanno bene, vogliamo salvaguardare il  NOSTRO mercato nazionale”. Spesso scrivete: “Che bravi i francesi, loro sì che hanno le palle!”. FALSO! Anche se negli ultimi anni hanno scaricato tonnellate di letame, davanti ad alcune sedi del Trésor Public (l’AdE francese), merda o non merda, la pressione fiscale è sempre in costante aumento anche da loro. I galli non hanno le palle, loro sono come quei cani che, nei recinti delle ville, abbaiano in continuazione per niente, fanno solo un gran casino e rompono solo le palle al vicinato. Infatti, appena lo Stato molla un biscottino, ecco che riprendono tutti a scondizolare.

Comunque, cari lettori, dormite sereni, presto diventeremo come loro e, ahimè, siamo già a buon punto. Come dice H.H.Hoppe, “lo Stato può fare leggi e legiferare, significa che tutta la tua vita è in balia dello Stato.”

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