HAYEK, L’ECONOMISTA INASCOLTATO CHE PREDISSE LA CRISI DEL 1929

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di JEAN MARC PATURLE Gli Stati Uniti non erano stati direttamente toccati dalla guerra del ’14 – ’18. L’aiuto che avevano dato alla Francia e all’Inghilterra, dapprima in equipaggiamenti e quindi, dal 1917, in truppe, era stato decisivo per la vittoria. La loro economia ne aveva tratto buoni profitti. Dopo la guerra, questo periodo di prosperità si prolunga senza apparentemente doversi più fermare. Per analizzare sul posto le ragioni di questa eccellente salute economica, Friedrich Hayek, che ha appena terminato i suoi studi a Vienna, parte per gli Stati Uniti alla metà degli anni ’20. Al suo ritorno in Austria, pubblica numerosi articoli in cui esprime la propria inquietudine sulle prospettive di continuità di questa meravigliosa espansione economica con stabilità dei prezzi che crea, negli Stati Uniti a suo dire, un pericoloso sentimento di euforia. Nel febbraio 1929, è più preciso e non ha paura di annunciare un’imminente crisi economica. Dopo qualche mese, il 24 ottobre, è il famoso «giovedì nero»: la borsa di Wall…

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