di MARIETTO CERNEAZ
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la nuova legge (liberticida e criminale) sulla sicurezza nazionale promossa, approvata e adottata, nei giorni scorsi a Pechino, da quel farisaico organo chiamato Parlamento comunista. «Se la varate, per noi Hong Kong non sarà più autonoma», aveva avvertito il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo. Pechino è andata avanti comunque: il giorno dopo l’approvazione della norma, ecco che è arriva la reazione di Washington.
Via lo status speciale per Hong Kong e Trump ha anche aperto un nuovo capitolo di sanzioni contro la Cina, per ora indirizzate ai personaggi identificati come responsabili diretti degli atti che stanno togliendo a Hong Kong le sue libertà (la città-stato rappresenta da sempre un baluardo liberale nel mondo, sempre in gtesta alle classifiche delle libertà economiche peraltro). L’annuncio dato da Trump nel Giardino delle Rose della Casa Bianca è il punto d’arrivo di un’escalation de
Come per il Covid, mi pare che in quanto ad avanzamento della feccia comunista mi pare che in Italia abbiamo sorpassato la Cina da un pezzo…