HONG KONG, LA SCAGNOZZA DI PECHINO DEFINISCE TERRORISTI GLI INDIPENDENTISTI

di REDAZIONE

Coloro che si oppongono al piano di Pechino di applicare la legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong sono nemici del popolo.

Lo ha dichiarato il capo esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam. Il governo centrale cinese il mese scorso ha annunciato l’entrata in vigore di una legge per la sicurezza di Hong Kong per affrontare episodi di secessione, sovversione, terrorismo e interferenze straniere.

“Esorto gli avversari che usano ancora le solite tattiche per demonizzare e imbrattare i lavori sulla legge a smettere perché facendo questo diventano nemici del popolo di Hong Kong. La stragrande maggioranza delle persone vuole ripristinare la stabilità e avere sicurezza, soddisfazione e occupazione”, ha detto Lam.

Secondo quanto riferisce il quotidiano “The Straits Times”, il governo dell’ex colonia britannica ha organizzato una campagna per raccogliere il sostegno pubblico alla legislazione, con cartelloni pubblicitari, un opuscolo con domande e risposte e un video di che ritrae il capo esecutivo intenta a difendere la legge “nell’interesse pubblico”.

Nel video, pubblicato sul sito web del governo della città, Lam ha denunciato una “minaccia terroristica” contro una città “traumatizzata”, affermando che i sostenitori dell’indipendenza stanno “colludendo con le forze straniere” e minando la sicurezza. “Hong Kong è diventata un buco nella sicurezza nazionale e la prosperità e la stabilità della nostra città sono a rischio”, ha detto Lam.

Nel mentre, è iniziata la fuga dalla città-stato. Imprenditori e operatori finanziari stanno lasciando l’unico avamposto di libertà nella terra gestita dai dittatori comunisti.

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