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I miracolosi “vaccini” sono il mantra dei veri negazionisti delle cure

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di MARCO COSENTINO

Nel 2019, quando ancora era un problema la banale influenza, uscivano studi che mostravano come i ripetuti richiami di antiinfluenzale progressivamente inducessero risposte immunitarie meno efficaci.

Lo ricordo qui, giusto come aspetto che converrebbe valutassero coloro che stanno approntando ipotesi che comprendono almeno uno-due richiami Covid all’anno per un tempo indeterminato, forse per sempre.

Anche per queste incognite, i vaccini (quelli “per davvero” e forse in certa misura anche quelli “per finta”) probabilmente hanno la loro utilità, ma “se ne esce” solo ponendo al primo posto la necessità di affrontare il Covid per la malattia curabile che fortunatamente è nella massima parte dei casi, come insegna l’esperienza di chi la ha curata da subito.

Infatti, uno degli aspetti più incredibili dell’attuale situazione è l’ostinata negazione delle cure da parte di autorità ed “esperti”. Questa si manifesta in vari modi:

  • 1-Il Covid non ha cure, solo i vaccini ci salveranno;
    2-Il Covid non ha cure, forse si possono usare alcuni farmaci come gli anticorpi monoclonali e il cortisone ma solo nelle fasi avanzate della malattia;
    3-Il Covid non ha cure, i medicinali di uso corrente come antiinfiammatori, antibiotici e anticoagulanti non sono efficaci in quanto mnancano i “trial” controllati e randomizzati in cieco.

Questa terza è la forma di negazionismo più pericolosa, dato che rischia di sottrarre le persone a cure utili che, se somministrate ai primi sintomi, evitando qualsiasi “vigile attesa”, nell’esperienza di un numeroi crescente di medici risolvono il covid efficacemente evitando complicazioni anche nei soggetti più fragili.

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2 COMMENTS

  1. Prima o poi i pokeristi con il bluff in mano saranno costretti a mostrare le carte che hanno. In quel momento inizierà a crollare tutto. E qualcuno si divertirà anche molto.

    • Da dove nasce, Albert, quest’ottimismo? Le carte sono già visibili e la gente rifiuta di guardarle. “Prima o poi…” Già, ma quando dovrebbero mostrasi i tempi del “poi”? Qualcuno, forse, si divertirà anche molto ma dubito che il sottoscritto possa riuscire a sopravvivere tanto a lungo per poter partecipare al divertimento.

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