di PAOLO L. BERNARDINI Una questione non secondaria viene sollevata su questo giornale e in tutta la galassia indipendentista, e riguarda la questione della partecipazione attiva (come elettori “passivi”, mi si perdoni la contraddizione, che è nelle cose prima che nello scrivente) alle elezioni politiche, amministrative, e finalmente europee (si terranno nel 2014) da parte dei movimenti indipendentistici. Dal mio punto di vista, trovo che sia una questione importante, per il motivo che spiego di seguito. La maggior parte dei partiti indipendentistici ambisce a governare nel futuro stato che essi come operose levatrici avranno contribuito a mettere al mondo. La maggior parte, non tutti. Molti individui poi – me compreso – sperano che presto il Veneto e la Lombardia siano indipendenti solo per poter continuare a fare il proprio lavoro (per quel che riguarda il mio proprio guicciardiniano “utile particulare”), in condizioni decisamente migliori: fiscalità fortemente ribassata, maggiori fondi di ricerca, incentivi al valore individuale, e via così (non necessariamente stipendi più alti, ma solo…















2 Comments