I PREMIER EUROSCETTICI SI METTANO D’ACCORDO E MANDINO A QUEL PAESE LA UE

di FABRIZIO DAL COL

eurosceticcoDopo più di 50 anni, è venuto il momento che qualcuno faccia veramente le pulci alla Ue. Immagino già le contrarietà dei politici europeisti convinti (per interessi personali ?), degli intellettuali, dei pennivendoli di regime e di tutti coloro che sono favorevoli a questa Europa. Non è difficile andare a rileggersi gli interventi dei padri fondatori, e ancora meno difficile è rileggere gli interventi  di chi, negli ultimi vent’anni,  non ha mai fatto nulla di ciò che i padri costituenti avevano originariamente previsto.

Non intendo certamente tediarvi con quegli interventi, anzi, intendo rilevare qui sul MiglioVerde, che ringrazio fin d’ora, l’illegittimità morale e politica di questa istituzione ‘fasulla’, che originariamente era sì nata per evitare conflitti e favorire i commerci, ma non per diventare uno stato sovranazionale unico. Tutti gli attori, i politici, i funzionari e quanti si sono succeduti in più di 50 anni, non hanno mai voluto ascoltare le istanze che provenivano da tutti i popoli del vecchio continente, anzi, hanno pensato solo a discutere di finanza, di banche, degli interessi delle multinazionali, tanto che è trascorso mezzo secolo e ancora oggi non hanno la più pallida idea del modello di Europa che vorrebbero costituire.

Fatta questa premessa, ora cerchiamo di porci dei veri quesiti su questa istituzione: quanto è costata l’Europa agli stati membri in più di 50 anni ? Parecchie inchieste hanno già dimostrato che si tratta di ingenti fortune, ma sul suo costo effettivo, ovvero il costo finale legato al suo naturale funzionamento, ancora nessuno riesce a dare un numero certo. Ecco che allora  la tanto sbandierata trasparenza imposta proprio dalla Ue a tutti gli Stati non viene applicata a chi dovrebbe dare l’esempio. Sappiamo però come avviene l’approvvigionamento di tutte le risorse europee: provengono dagli stati attraverso un ‘prelievo forzoso’. In pratica tutto il costo del funzionamento della Ue finisce sulle spalle dei contribuenti, una imposizione divenuta automatica e possibile grazie alle sovranità popolari cedute dai singoli stati.

Ma veniamo ai punti salienti:  1°) Vi pare normale che a fronte di tutte queste fortune spese in mezzo secolo, non sia stato possibile far vedere ai contribuenti con i loro occhi e far toccare con le loro mani il frutto che ne è derivato ?  2°) Vi pare normale che l’unica istituzione che ancora non si è costituita in Stato, possa continuare a non rispettare nessun parametro, nessun vincolo sulla spesa e nessun taglio che ponga fine al suo continuo sperpero? 3°) Vi pare normale che dall’introduzione della moneta unica la Commissione europea possa disporre a piacere del potere di spesa dei denari dei contribuenti,  senza mai aver conseguito una legittimità popolare ? 4°) Vi pare normale che in questa Ue, di cui finanziamo due poderosi carrozzoni inutili, Bruxellex e Strasburgo, greppie lussureggianti, alberi della cuccagna, un qualunque usciere guadagna più di un proprietario di una azienda produttiva, di un avvocato famoso e di un chirurgo che ti salva la vita ?  Oppure siamo in presenza di uno scandalo che si vuol far finta di non vedere?  5°) Cosa succederebbe se chiedessimo a tutti gli abitanti della Ue ( attraverso un referendum democratico e non con la forzatura come sono stati costretti alcuni stati ) di uscire da questa Europa antidemocratica  e di tornare ognuno a casa propria?  6°) Cosa succederebbe se tutti i premier euroscettici decidessero di costituirsi in una “commissione ombra” e chiedessero finalmente il conto dell’operato della Ue in questi 50 anni, dei suoi costi, di quali siano stati i benefici per i cittadini o meglio ancora dicesseroufficialmente alla Ue di andare a quel Paese?

Concludendo, i cittadini di ogni singolo Stato oggi stanno peggio di vent’anni fa e la maggioranza di loro ormai ha l’acqua alla gola, mentre gli eurocrati continuano a mangiare caviale e a bere champagne, a non sentire la crisi, a mettere da parte ingenti risparmi, tutto grazie ai denari di quei contribuenti che continuano a spennare, senza mai far vedere dove finiscono i loro denari.

 

 

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