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I veneti non sanno nemmeno essere ladri in casa dei ladri

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venetidi REDAZIONE

Ieri, sul suo profilo Facebook, Lucio Chiavegato ha scritto: “La libertà e l’indipendenza del Veneto non possono essere delegate ad un partito itagliano, che ci prende in giro da trent’anni, ma è compito dello stesso popolo veneto”.

Michele Favero, prendendo spunto da quanto sopra, gli ha risposto in questo modo:

Lucio Chiavegato questa mattina ha aperto un dibattito sui dipendenti statali delle Regioni e ho visto che ha prodotto buoni risultati per gli appassionati di politica su Facebook. Dato che la cosa mi entusiasma, vorrei aprirne un altro sempre su questo filone, in attesa di avere un parere da tutti coloro che vorranno dare il proprio contributo.

Premessa: un Presidente di una Regione Italiana, è comunque sottoposto alle regole e alle leggi dello Stato Italiano, specie se è un Presidente che nonostante tanti proclami, poi fa alleanze con i partiti italiani per eccellenza, ovvero Forza Italia e Fratelli d’ Italia e che non sembra minimamente interessato alla questione dell’ Indipendenza. Questa cosa è comunque legittima e nessuno può dire che attualmente per un politico italiano questa sia la strada sbagliata, anzi il voto ha sancito una vittoria nettissima.

Considerando che per arrivare ai vertici delle fallite istituzioni italiane bisogna comunque fare parte del gioco e accettare di giocare sporco e sapendo che viviamo in uno stato dove il diritto non esiste, la certezza della pena non trova nessuna applicazione e le regole vanno cambiate per favorire sempre gli stessi giocatori, ora la mia domanda è questa: se vi fosse un bravo amministratore in Sicilia, in grado di fare quadrare i conti, in grado di eliminare i cosiddetti sprechi, in grado di fare una corretta spending review, il territorio della Sicilia o i Siciliani ne avrebbero un vantaggio o no?

Pongo la stessa questione per il Veneto. Un bravo amministratore o meglio, tantissimi bravi amministratori come sono quasi tutti i sindaci del Veneto permettono con il loro lavoro, la loro capacità, il rispetto per la “cosa” pubblica ecc. ecc. di ottenere alle fine dell’ anno un residuo fiscale che è di circa 20 miliardi. Cos’è il residuo fiscale detto in modo estremamente sintetico, non è altro che ciò che rimane a disposizione delle casse pubbliche (nella fattispecie ciò che rimane nelle casse della Regione Veneto) dopo che sono state pagate le tasse allo stato, ossia dopo che i Veneti hanno pagato allo Stato Italiano quanto era di loro competenza per avere i servizi che lo Stato Italiano elargisce ai Veneti. Tale residuo fiscale ogni anno, sebbene prodotto in Veneto non va redistribuito nel territorio Veneto ma viene trattenuto dallo Stato Italiano per sostenere altri territori che anziché avere un residuo fiscale , hanno un grosso disavanzo fiscale, dovuto sicuramente a problemi di diversa natura che si trascinano da decenni e probabilmente nati con l’ unità d’ I-TAGLIA e… mai risolti, mai.

ZAIA VENETOAlla luce di questo, la mia considerazione è la seguente: un bravo amministratore italiano della cosa pubblica, è colui che fa una amministrazione molto seria e rigorosa, cercando di utilizzare al meglio le risorse per soddisfare i bisogni della propria comunità pur sapendo che questo risparmio non si concretizzerà in un beneficio per il suo territorio o invece colui tiene un amministrazione più “allegra”, in grado di utilizzare il residuo fiscale per creare dei posti di lavoro inutili ma nello stesso tempo tali da poter trattenere qui il tanto decantato residuo fiscale??? Esempio concreto, se il Veneto che ha circa 3000 dipendenti regionali, dovesse con il tempo e con un po’ di furbizia italiana, assumere altri 100.000 dipendenti Veneti, per delle funzioni assolutamente non necessarie ma in perfetta armonia con l’ organico di tante altre Regioni del Sud, andando così a determinare un maggior costo per il bilancio della Regione di circa quattro miliardi di euro l’ anno (euro più euro meno), sarebbe una scelta saggia o sbagliata? Questo reddito per una buona parte sarebbe sicuramente reinvestito nel territorio dove queste persone risiedono, attraverso la spesa che queste persone andrebbero a generare nel territorio medesimo.

Cosa voglio dire, in buona sostanza? Per risollevare il Veneto con un amministratore italiano e con la legge della Repubblica delle banane, abbiamo bisogno di un “buon” politico italiano e allo stesso tempo di un pessimo amministratore, oggi invece abbiamo un discreto amministratore italiano e un pessimo politico. Risultato più si risparmia sulle spalle dei Veneti e più i Veneti perdono capacità di spesa e reddito, più il territorio si impoverisce e più le le nostre aziende, fortemente legate al territorio per dimensione e struttura, chiudono o falliscono, mentre i nostri giovani se ne vanno e il nostro risparmio serve per l’ assistenzialismo più becero di altre realtà.

In poche parole, abbiamo dei leccaculo che si fanno belli con il fondo schiena dei Veneti per conquistare delle poltrone a Roma, ma ogni poltrona ha tanto sangue Veneto che non servirà ai nostri figli ma che garantirà un futuro migliore a pochi Veneti e a tanti parassiti I-Talici. Non sappiamo essere nemmeno ladri in un paese di banditi, ma come che i dixea i veci: xe fadiga robare in casa de ladri e noaltri semo destinai mae se tegnemo i ladri in casa!!!

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6 COMMENTS

  1. Zaia, falla finita, facci votare! Fra qualche anno nessuno si ricordera’ piu’ di te! Invece indicendo un referendum per l’Indipendenza passerai alla storia! E’ incredibile che non riesci a capirlo.

  2. A parte l’ossessione da terapia di certi indipendentisti per la Lega, ne parlano ogni momento, il ragionamento di Favero sembra perfetto. Dimentica però due piccoli aspetti: primo la nostra padanità, onestamente è connaturato nel nostro dna il desiderio di fare le cose bene, di essere efficienti, di non sprecare, per cui se vuole un buon politico italiano e pessimo amministratore non candidi, non voti e non elegga più uno di noi, ma certi candidati in altre zone.
    Secondo e questa è la dimenticanza più grave: il ragionamento non sta in piedi, perchè al Veneto non permetteranno mai di assumere 100.000 dipendenti in più, MAI, ma neanche 10.000, ma neanche 2.000. Noi siamo una COLONIA e la colonia per definizione viene sfruttata la colonia per definizione prodece ricchezza che altri rubano, anche il peggior amministratore italiano in Veneto non potrebbe far molto per far restare i soldi in Veneto, gli verrebbe impedito dai suoi stessi connazionali.

    Va poi fatto presente che il residuo fiscale non si origina perchè Zaia spende ben, ma perchè lo stato i-tagliano tassa ogni singolo veneto e poi restituisce a Zaia molto poco; se Zaia assumesse qualcuno in più dovrebbe fare dei debiti. Semmai il problema è dovuto al fatto che Zaia non mette in atto politiche di contrapposizione netta e costante allo stato i-tagliano, Maroni men che meno, mentre dovrebbero avere un assessorato dedicato alla promozione di un contenzioso continuato e permanente con lo stato centrale insomma dovrebbero farli la guerra su tutto, tutti i giorni!

  3. piu’ o meno quello che ha fattoMAS in catalunya…anche se poi ripreso dai giornalai italiani per avere un deficit e quindi non essere in grado di autogestirsi senza madrid (ovviamente non tiene conto del residuo fiscale complessivo)

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