IL DEGALOGO A 5 STELLE DEL CAMBIAMENTO… IN PEGGIO!!!

di MATTEO CORSINI

Uscito dalle consultazioni con il presidente della Repubblica, Luigi Di Maio ha letto un decalogo delle cose che per il M5S devono essere parte del programma dell’eventuale nuovo governo.

  • “1) taglio del numero dei parlamentari (deve essere un obiettivo di questa legislatura e una priorità del calendario in Aula)”.

Un classico, anche se pare che non scaldi il cuore ai probabili nuovi alleati.

  • “2) una manovra equa che preveda stop all’aumento dell’Iva, il salario minimo orario, il taglio del cuneo fiscale, la sburocratizzazione, il sostegno alle famiglie, alle nascite, alla disabilità e all’emergenza abitativa”.

E i soldi da dove verrebbero?

  • “3) cambio di paradigma sull’ambiente, un’Italia al 100% rinnovabile”.

Questo fa molto politically correct, ma anche senza entrare nel merito dell’obiettivo, non può essere certo un obiettivo di un singolo governo, anche qualora durasse fino alla scadenza della legislatura.

  • “4) una legge sul conflitto di interessi e una riforma della Rai ispirata al modello Bbc”.

Come no. La Rai modello Bbc è un classico, ma anche questo è un obiettivo da decalogo, che nessuno intende realmente realizzare.

  • “5) dimezzare i tempi della giustizia e riforma del metodo di elezione del Csm”.

Considerando che l’obiettivo viene enunciato da un movimento manettaro che vede la prescrizione come fumo negli occhi, è alquanto improbabile assistere a un dimezzamento dei tempi della giustizia.

  • “6) autonomia differenziata e riforma degli enti locali”.
  • Non pare che fossero molto ben disposti verso le autonomie differenziate, se non lasciando a carico delle regioni con maggiore autonomia il mantenimento di fatto delle altre.

    “7) legalità, carcere ai grandi evasori, lotta a evasione e traffici illeciti”.

Altro classico da decalogo statalista-manettaro.

  • “8) un piano straordinario di investimenti per il Sud”.

Punto evergreen di ogni programma di partiti per lo più meridionalisti. Vedi commento al punto 2).

  • “9) una riforma del sistema bancario che separi le banche di investimenti dalle banche commerciali”.

Qualcuno dica a Di Maio e colleghi che in Italia non servirebbe a nulla un provvedimento del genere, dato che le banche commerciali, nella parte investimenti, fanno per lo più da stampella al Tesoro, essendo imbottite di BTP.

  • “10) tutela dei beni comuni, scuola, acqua pubblica, sanità, revisione concessioni autostradali”.

Giusto per completare il decalogo del buon socialista del ventunesimo secolo.

Resto convinto che, a prescindere dal partner di governo, con questi signori il cambiamento possa essere sempre e solo in peggio.

Print Friendly, PDF & Email
Rubriche Palazzacci