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Il prof. Cosentino: “I tamponi sono spessissimo falsi positivi”. Facebook lo banna!

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di MARCO COSENTINO

Si diffondono sui mezzi di comunicazione affermazioni errate sul rischio che i tamponi antigenici diano un elevato numero di falsi negativi. Si tratta, ripeto, di affermazioni errate, e chi le fa se ne deve assumere la responsabilità dato che non può non sapere le ragioni dell’errore, facilmente reperibili e tra l’altro già dallo scorso anno spiegate qui.

I calcoli riportati in quel post possono essere ripetuti anche con valori di efficienza dei tamponi non ottimali: altre persone più o meno in buona fede citano studi che riportano sensibilità e talora specificità inferiori rispetto a quelle dichiarate quando alcuni di questi strumenti si verificano sul campo. Non cambia nulla: le conseguenze sono per l’identificzione dei positivi, se uno ha un risultato negativo questo è altissimamente probabile, ai limiti della certezza. E siccome chi fa i tamponi di regola ne fa diversi consecutivamente, a ogni ripetizione aumenta la certezza, fino a diventare un 99,999% con 9 periodico.

Quel che da sempre i tamponi sbagliano è la positività: sugli asintomatici (ovvero sulle persone apparentemente sane) i tamponi sono spessissimo falsi positivi, cone le ovvie conseguenze per la statistiche e per l’isolamento in quarantena di persone del tutto sane. Questo è. Poi ci possiamo raccontare quello che vogliamo, se una diversa narrazione ci piace di più. Ma quella corretta è questa.

Nell’impianto del lasciapassare sanitario (c.d. green pass) la categoria in assoluto meno a rischio di essere contagiosa è quella di coloro che si sottopongono abitualmente a tampone. Almeno questo è fuori discussione.

P.S. Il post qui sopra sui tamponi non è piaciuto a FaceBook, che lo ha trovato violento. In effetti un tampone nel naso una certa violenza la esercita, ma temo che il pur benitenzionato social non si riferisse a quella. E il nocciolo del discorso è che nell’impianto del lasciapassare sanitario (c.d. green pass) la categoria in assoluto meno a rischio di essere contagiosa è quella di coloro che si sottopongono abitualmente a tampone. Almeno questo è fuori discussione.

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