Immigrazione, la battaglia non può essere di pancia. Ci vuole testa

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di GILBERTO ONETO Il fronte contro l’invasione viene presidiato in Parlamento solo dalla Lega. La cosa “rende” in termini di consenso (i sondaggi danno la Lega in – sia pur moderata – crescita),  riscuote l’approvazione della gente e ringalluzzisce la base in astinenza  di leghismo da troppi anni di cloroformio maronita. Assieme alla crisi economica, alla criminalità, allo statalismo e al degrado ambientale, quello dell’immigrazione è uno dei grandi temi che generano preoccupazione e paura fra i cittadini, ma è anche quello tenuto più in sordina dai mezzi di comunicazione e accantonato dalle forze politiche più grandi. Fa perciò bene la Lega a sventolare questa bandiera e fanno malissimo tutti gli altri a ignorarla, sottovalutarla o – addirittura –  farla passare per fenomeno innocuo o positivo. La gente non ne può più degli immigrati e di tutto quello che ci sta attorno: retorica, disordine, degrado, machete, ministre, criminalità, sprechi di risorse e sgretolamento della qualità della vita. Chi difende e protegge l’invasione rischia pesanti perdite…

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