IN UN MONDO AL CONTRARIO PROLIFERANO TASSE ASSURDE E RANCORE

di ARTURO DOILO Le tasse sono un furto, ma non per chi di tasse ci vive. Anzi, i “tax-consumers” – soprattutto coloro che li rappresentano nelle istituzioni – ne vogliono sempre di più e trovano a prescindere una scusa per raccimolarne in continuazione. E’ l’invidia il miglior carburante per dare ai tassatori sempre più motivi per gabellare i cittadini-sudditi, corroborata sempre da qualche capro espiatorio brutto e cattivo, magari anche avido. Pensate ai “Paradise Paper”, di cui abbiamo scritto ieri. Persino in Nuova Zelanda, come in Europa, far pagare più imposte a Apple è considerato un dovere civico. Il New Zealand Herald, ai tempi dello “scandalo irlandese delle tasse”, riportava che la multinazionale di Cupertino non ha pagato alcuna imposta sul reddito in Nuova Zelanda negli ultimi 10 anni, che avrebbe versato solo 37 milioni di dollari per le imposte generate dalle vendite nel paese non in Nuova Zelanda, ma in Australia. E questo perché? Perchè esiste un accordo (una legge fiscale) fra i due paesi. Ma tant’è, pur di incassare soldi…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
CONDIVISIONI
Rubriche ControPotere