di GILBERTO ONETO*
Per venti anni i Quaderni Padani hanno pubblicato statistiche sulle differenze regionali italiane (in servizi significativamente chiamati “Rubrica silenziosa” perché non necessitavano di commenti, ripresi anche qui) per dimostrare in maniera inoppugnabile – e matematica – la differenza fra le varie parti dello stivale e, in particolare, la deprivazione economica di cui sono vittima le regioni padane. La quantità di dati pubblicati in tali anni è stata enorme ed è stata purtroppo marginalmente utilizzata dalle forze politiche autonomiste. Si ricorda solo la pubblicazione di un libricino “I numeri dell’oppressione”, nel lontano 1997 come allegato al quotidiano La Padania, che aveva avuto grande successo ma che avrebbe dovuto trasformarsi in uno strumento aggiornato e diffuso con cadenza periodica.
Il lavoro enorme e continuo di ricerca e catalogazione di dati mostra le differenze fra la parte settentrionale della penisola e quella centro-mer
La variabile economica che conta di più per la call indipendentista (Lombarda e Veneta, ad esempio) è il cosiddetto residuo fiscale.
Mediamente negli ultimi 10 anni in Lombardia questa variabile è stata attorno a EUR 50 mld annui. Questa è la differenza tra quanto l’economia lombarda genera in tasse e quanto ritorna da Roma in forma di spesa pubblica in senso lato.
Per capirci, la Catalonia ha un residuo fiscale di circa EUR 17 mld annui, e la tanto decantata Baviera di EUR 7 mld circa. Quest’ultimo non significa che la Bavera sia “povera” ma semplicemente che, essendo la Germania una federazione, la Baviera ha il diritto di trattenere sul suo territorio una quota maggiore di risorse erariali di quanto possa fare la Lombardia.
Chiudendo sul furto annuo perpetrato nei confronti dei Lombardi, si pensi che il costo totale di 3 opere infrastrutturali quali la Linea 5 del metro milanese, la Bre-Be-Mi e la Pedemontana, credo sia attorno a “soli” EUR 10 mld. Valutare il residuo fiscale lumbard in tale ottica fa semplicemente ribollire il sangue nelle vene.
Non trovo su youtube la puntata di rebelot di venerdi 5 giugno di gilberto , dove si parlava di deprivazione culturale.
Più chiaro di così non si può.