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Indipendentisti catalani, la Corte Suprema conferma l’interdizione dalla politica

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di REDAZIONE

La Corte Suprema spagnola ha riesaminato le sentenze di condanna nei confronti di nove leader secessionisti catalani per il tentativo indipendentista del 2017, alla luce di una recente riforma del codice penale promossa dal governo: per l’ex vicepresidente regionale Oriol Junqueras e tre ex assessori, Raül Romeva, Jordi Turull e Dolors Bassa, il tribunale ha mantenuto l’interdizione dai pubblici uffici attualmente in vigore, mentre questo provvedimento è stato revocato ad altri cinque condannati.

Tutti e nove sono usciti dal carcere nel 2021 per gli effetti di un indulto parziale concesso dal governo di Pedro Sánchez.

Nel riesaminare le sentenze, la Corte Suprema ha tenuto conto della soppressione dal codice penale del reato di “sedizione” – attribuito a suo tempo a Junqueras e ad alcuni altri leader condannati e ora sostituito da un reato di “disordini pubblici aggravati” – e delle modifiche apportate a quello di “malversazione”: il risultato è che ora l’ex vicepresidente catalano, Romeva, Turull e Bassa risultano condannati per disubbidienza in concorso con malversazione, mentre l’ex numero 1 del Parlamento catalano Carme Forcadell e gli ex assessori Joaquim Forn e Josep Rull risultano condannati per disubbidienza. Gli attivisti Jordi Sànchez e Jordi Cuixart sono invece ora condannati per disordini pubblici.

Alla luce della revisione delle condanne, Junqueras rimarrà interdetto dai pubblici uffici fino al 17 luglio 2031, Romeva e Turull fino al 5 luglio 2030 e Bassa fino al 10 ottobre 2031.

Nella nuova sentenza, la Corte Suprema avverte anche che la soppressione del reato di sedizione ha creato un “vuoto normativo” per perseguire penalmente fatti come quelli avvenuti nel 2017, quando il governo catalano organizzò un referendum non autorizzato sulla secessione della regione e il Parlamento approvò un quadro legislativo per favorire unilateralmente l’indipendenza.

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