di RICCARDO POZZI La varia umanità che frequenta questo giornale ha, fatalmente, come denominatore comune la frustrazione. E’ giusto, normale, umano, comprensibile e legittimo sentirsi frustrati; lo siamo un po’ tutti perché vediamo una realtà che ai più sembra invisibile, ci sbracciamo, sbraitiamo, ci arrovelliamo su come sia possibile che i nostri fratelli, i nostri conterranei non si accorgano del vero tiranno che li opprime, che non si sveglino dalla sedazione televisiva e comincino a ribellarsi. Ma, diciamo la verità, dopo tanti anni di tentativi di proselitismo il risultato è avvilente. L’ultima iniziativa è di Lucio Chiavegato e della valorosa LIFE, volta a chiamare una protesta coordinata per il 9 dicembre che i promotori giudicano, con un generoso slancio, “l’inizio della fine”. Parteciperò, parteciperemo, come auspicato da Facco, parteciperanno tante persone animate da buona volontà, con costruttivo entusiasmo e senza spaccare capelli in quattro. Ma questo regime, piaccia o no, non teme striscioni e slogan, questo Stato non è minimamente disturbato da insulti, vilipendi, atti dimostrativi…















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