di MARIETTO CERNEAZ Insieme al referendum catalano del 1 Ottobre prossimo, a tenere banco c’è anche quello del Kurdistan, che si svolgerà il 25 settembre. Due eventi storici, che danno continuità alla disgregazione statalista e all’applicazione del principio di autodeterminazione. Come sempre accade, però, ci sono Stati che sostengono tali iniziative ed altri contrari. Nel caso del Kurdistan, ad esempio, abbiamo le prese di posizione contrarie di Iran, Turchia, Siria e Iraq, che si oppongono alla nascita di quella che definiscono una “seconda Israele”; viceversaTel Aviv porge la mano. Il Governo centrale irakeno si oppone fortemente alla prospettiva di una perdita territoriale e della nascita di un nuovo stato nella regione. “Fare un passo verso l’indipendenza del Nord dell’Iraq è un errore e una minaccia per l’integrità territoriale dell’Iraq – ha dichiarato il presidente turco Erdogan – secondo il quale “il referendum non è nell’interesse di nessuno”. Eppure, il Nord dell’Iraq pare destinato a essere liberato definitivamente dalle forze dell’Isis, anche grazie all’intervento dei peshmerga curdi. I curdi siriani, però,…















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