LA CINA È VERAMENTE VICINA? MARCO POLO “RIVISITATO” A GENOVA

di PAOLO L. BERNARDINI Domenica 29 settembre 2019. Carlo Felice, teatro lirico genovese, affollatissimo. In “prima esecuzione europea”, il “Marco Polo”, opera in tre atti di Jin Wei musicata da Enjott Schneider. E’ una serata ancora estiva, caldissima. Le attese sono tante. E anche le perplessità. Una lingua come il cinese si presta alla lirica? Le tonalità, fondamentali, saranno rispettate nei cantati? (Ma anche, trattandosi di cantanti lirici in parte non cinesi, nei recitativi?). E’ possibile scrivere e musicare un’opera di impronta ottocentesca nel 2019? Tra il distinto pubblico, il sindaco della Superba, e altre autorità. I cinesi stanno acquistando anche il languente porto di Genova, nella loro politica inarrestabile di espansione mediterranea, che li ha già portati non lontani da Trieste (e Venezia), e prima ancora nel Pireo, gestito ora da loro. Con un collega ci sediamo in trepida attesa. Usciamo dopo 3 ore e 15 minuti, lievemente perplessi. Ci viene in mente una vecchia poesia di Edoardo Sanguineti, ove racconta la pessima impressione…

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