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La punturina è solo l’inizio, se non li fermiamo adesso!

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di PIERGIORGIO MOLINARI

Avevo scritto che la punturina non era la fine, ma l’inizio. E così infatti è. Eppure incontro persone che, ottimistiche, si dicono convinte che tutto questo finirà perché “la gente è stanca”.

In effetti, non si rendono conto di anticipare lo sviluppo e la progressione di questo delirio totalitario. Perché non sottintendono che la gente sia stanca di vedersi privata della libertà, del futuro e della dignità, di essere usata come cavia e come carne da cannone per ingrassare un’elite di criminali ideologizzati. No: la gente è genericamente “stanca”, come può esserlo un bue che ha arato troppo o un mulo stramazzato sotto il peso del suo basto. Quindi, è solo un problema di come modulare l’oppressione. E il modo migliore per farlo è creare una categoria di “gente” ancora più svantaggiata e oppressa, novelli ebrei nella luminosa era del vaccinazismo.

Così, se per i sottomessi ordinari sarà magari obbligatorio portare la “mascretina” al chiuso, agli oppressi sarà imposta anche all’aperto; se ai sottomessi ordinari sarà permesso, tra un lockdown e l’altro, avere tre settimane di libertà a luglio per andare in vacanza (come successo quest’anno), gli oppressi resteranno sempre confinati nel loro comune; se per i sottomessi ordinari il coprifuoco scatterà alle 23, gli oppressi dovranno essere a casa per le 20; se i sottomessi ordinari potranno andare al ristorante una volta al mese – distanziati e mascretinati – gli oppressi potranno solo rovistare nella spazzatura in numero di uno per nucleo familiare tra le 4 e le 5 del mattino, quando ai sottomessi ordinari è vietato uscire. Così i sottomessi ordinari potranno dire, fieri e felici nella loro rivoltante schiavitù: “Eh, ma come siamo liberi e fortunati noi che abbiamo accettato tutto rinunciando a tutto.”

E se poi ogni tanto qualcuno morirà o perderà il figlio adolescente fulminato da strane trombosi, qualcun altro sarà divorato da rare forme tumorali, e ragazze resteranno sterili o partoriranno feti deformi, saranno solo “danni collaterali” nella nuova normalità fatta di punturine semestrali, regole deliranti, e occasionali quanto provvisorie concessioni per chi si dimostra più obbediente, o più complice.

L’origine di tutto questo intanto sarà stata dimenticata, già adesso è irrilevante sottolineare che le terapie intensive sono vuote al 98 per cento e la mortalità è nella norma da gennaio. A molti anzi parrà che le cose siano sempre state così.

Insomma, il messaggio è: SE NON LI FERMIAMO ADESSO, QUELLI CHE ABBIAMO APPENA VISSUTO SARANNO STATI I PRIMI DICIOTTO MESI DEI PROSSIMI SETTANT’ANNI!

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2 COMMENTS

  1. Allora non fingiamo e diciamo la verità: non siamo in grado di fermarli, anche perché la massa non vuole fermarli. Diciamoci che è finita e non se ne parli più.

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