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La Russia e i “condottieri ciechi” dell’Occidente

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di EUGENIO CAPOZZI

Ovviamente non si poteva sperare che i condottieri ciechi dell’Occidente, e tutti gli entusiasti araldi della linea bideniana “Delenda Mosca”, avessero un dubbio o un ripensamento: nemmeno ora, alla luce del fatto che la Russia annetterà con la forza – e il sostegno di gran parte delle popolazioni locali – il Donbass e l’Ucraina meridionale, la guerra si incattivirà ulteriormente e il rischio di una tragica escalation, di una terza guerra mondiale non più nemmeno “a pezzi”, si farà sempre più concreto.

No, per carità… Ai loro occhi quanto succede è solo il segno della debolezza di Putin, per loro la vittoria dell’Ucraina è ormai vicina, e si deve andare avanti sulla via dello scontro frontale, costi quel che costi. “Vincere e vinceremo, in terra, in cielo e in mare!”.

L’idea che mettere la Russia con le spalle al muro, rifiutare ogni soluzione negoziata a problemi reali di convivenza, rifiutare anche solo di prendere in considerazione le ragioni delle minoranze ucraine russofone e le preoccupazioni geopolitiche di Mosca per la propria sicurezza abbia portato il conflitto in un vicolo cieco, alla fine del quale c’è soltanto l’apocalisse nucleare o un cronico stato di guerra e povertà in tutta Europa, non sfiora questi dottori Stranamore.

Il fatto che oggi, nonostante i suoi errori e le sue fragilità, nonostante abbia contro tutti i migliori armamenti e mezzi di intelligence occidentali, Mosca controlli oggi un territorio molto più vasto di prima dell’invasione, e userà qualsiasi mezzo pur di non cederlo di nuovo, non sembra turbarli. Per loro conta solo ormai l’ossessione di vedere il nemico demonizzato finire nella polvere.

Vivono questa tragedia, costata già più di centomila morti e distruzioni immani, come un match di boxe. Un tempo non lontano per il solo fatto di svolgere un ruolo di superpotenza militare, sia pure all’interno del recinto della guerra fredda o del “peace enforcing”, le amministrazioni statunitensi venivano demonizzate senza appello da tutto il sistema mediatico, politico e intellettuale “progressista” occidentale.

Oggi, da lì (e anche da sedicenti conservatori che dovrebbero chiedersi quali principi di libertà possa mai difendere nel mondo una classe dirigente come quella dei Democrats attuali) solo incitamenti feroci ad accelerare sempre più una corsa folle verso il punto di non ritorno.

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