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La solita balla: meno tasse ma senza ridurre la spesa pubblica

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di MATTEO CORSINI

Rompendo il silenzio dopo diverse settimane in cui ha avuto problemi di salute, Silvio Berlusconi, in una intervista al Giornale, ha affrontato anche il tema delle tasse, descrivendo così la sua proposta.

  • È una proposta che tiene conto delle condizioni di fattibilità immediata, nel quadro politico di oggi, non è il nostro obbiettivo finale. Parte dal presupposto che prima di pensare a come ridistribuire la ricchezza, bisogna crearla. Dunque dobbiamo lasciare più denaro possibile nelle tasche di cittadini e imprese. Per questo proponiamo una no tax area fino a 12.000 euro di reddito, una tassazione al 15% fino a 25.000 euro, al 23% fino a 65.000 e al 33% oltre i 65.000. In concreto, per fare degli esempi, chi guadagna 15.000 euro l’anno avrà a disposizione ogni mese 100 euro in più, chi ne guadagna 30.000 avrà ogni mese 235 euro in più, chi ne guadagna 45.000 avrà ogni mese 422 euro in più. Chiediamo inoltre un vero anno bianco fiscale, bloccando le cartelle esattoriali fino alla fine del 2021 e una chiusura realistica del contenzioso pregresso, senza svenare i cittadini in difficoltà. Infine rimangono nei nostri programmi l’abolizione totale dell’Irap e l’estensione della cedolare secca sugli immobili.

Berlusconi ha poi precisato:

  • Noi siamo gli unici davvero credibili su questo tema. Nessuno dei nostri governi ha mai messo le mani in tasca agli italiani e solo con il nostro governo negli ultimi decenni la pressione fiscale complessiva è scesa sotto il 40%. In ogni caso, c’è un’altra proposta, che lega le mani ad ogni tentazione di spremere gli italiani con le tasse: un tetto massimo alla pressione fiscale, che chiediamo di inserire in Costituzione, così da non poterlo più cambiare.”

Non è necessario sostenere la posizione libertaria che identifica la tassazione con una violazione della proprietà per ritenere che le tasse andrebbero ridotte in Italia. Tuttavia, pensare di ridurre le tasse senza nulla dire della spesa pubblica è tanto irrealistico quanto controproducente, a maggior ragione con un bilancio che era già scassato prima del 2020 e che nei prossimi anni potrebbe non migliorare (anzi).

Facendo conti approssimativi, la proposta di rimodulazione dell’Irpef potrebbe abbassare il gettito di 60-70 miliardi. L’Irap sono altri 20-25 miliardi annui. Tutti quattrini che sarebbero lasciati ai legittimi proprietari, indubbiamente un fatto positivo. Ma sarebbe una vittoria di Pirro. Ben venga il limite in Costituzione, ma che riguardi anche la spesa e sia meno aggirabile rispetto a quello che prevede il pareggio di bilancio di cui all’articolo 81.

Perché è la spesa che rende poi necessario tartassare oggi o, nel caso sia fatta in deficit, in futuro.

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1 COMMENT

  1. Provo ad analizzare l’arcorea proposta. Se guadagno 11.999 euro non pago tasse. Se ne guadagno 12.001 pago il quindici per cento. Quindi me ne rimangono 10.699 e quindici centesimi, quasi 1300 euro in meno dell’esentasse. Di conseguenza mi conviene incassare di meno o dichiarare di meno. Ancora non l’hanno capita l’aritmetica i sostenitori della progressività? Tra l’altro non era proprio l’arcoreo che in passato proponeva l’aliquota unica, naturalmente chiamandola americanamente “flàxxete”? Poi non è vero che con lui la fiscalità complessiva sia scesa sotto il quaranta per cento. Ci si è limitati ad abbassare l’imposta complessiva sul reddito dal 43% al 42. Null’altro. Forzisti, la vostra ora è venuta;/illustre Arcore, tu sei perduta./Il “Drago” infuria, la gente è stanca;/l’Italia sventoli bandiera bianca.

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