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La soluzione imbecille per finanziare la previdenza sociale

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di MATTEO CORSINI

Maffeo Pantaleoni sosteneva che “qualunque imbecille può inventare e imporre tasse”. La considerazione si può a mio parere estendere a coloro che neppure inventano nuove tasse, ma semplicemente propongono di aumentare quelle esistenti ogni qualvolta c’è un aumento di spesa da coprire. E il fatto che il proponente non sia dotato di potere legislativo non è un’attenuante, per quanto mi riguarda.

In un articolo su Bloomberg Opinion, Teresa Ghilarducci (che insegna economia) propone di rimuovere il limite massimo di reddito sul quale è applicata l’aliquota della tassa sulla Social Security. A oggi l’aliquota ammonta al 12,4%, di cui la metà a carico del lavoratore e l’altra metà a carico del datore di lavoro. L’imponibile massimo è però pari a 160.200 dollari, il che, secondo Ghilarducci, porterebbe circa il 5% dei percettori di reddito da lavoro negli Stati Uniti a impiegare pochi giorni per raggiungere il massimo e, di conseguenza, per saldare il loro “debito” con il governo per la Social Security.

Ma, stando così le cose, in 10 anni la Social Security potrà pagare non più del 76% dei benefici promessi. Che fare dunque? Dato che aumentare l’aliquota sarebbe impopolare, c’è una soluzione facile: rimuovere il limite di 160.200 dollari, il che porterebbe un maggior gettito stimato in 150 miliardi annui.

Si tratterebbe di colpire un numero relativamente ristretto di persone molto ricche, e sarebbe popolarissimo. A sostegno della proposta, Ghilarducci scrive che ci sono “studi che mostrano come la maggioranza degli americani voglia più soldi per la Social Security”.

Ora, non voglio soffermarmi sul caso specifico, ma prenderlo solo come esempio di un modo pantaleonianamente “imbecille” di affrontare una questione di spesa pubblica in aumento.

Non deve stupire che in una popolazione che, ancorché meno che da altre parti, sta invecchiando, aumenti la richiesta di previdenza sociale. Nè deve stupire che la proposta di aumentare le tasse al 5% più ricco dei paganti goda dell’appoggio della maggioranza. Ma anche imporre aliquote da esproprio a questi stessi soggetti godrebbee con ogni probabilità di ampio sostegno, a maggior ragione se si promettesse di aumentare i benefici della previdenza sociale con l’ipotizzato incremento di gettito.

E’ la base del socialismo, e della distruzione della proprietà. Qualcosa che, ormai molto tempo fa, la maggioranza degli americani trovava intollerabile.

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