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La stampa italiana non sopporta Elon Musk, il nuovo proprietario di Twitter

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di PIETRO AGRIESTI

In un lungo articolo su elon musk e Twitter il Post ci dice che “Nelle prime ore dopo l’annuncio, inoltre, sulla piattaforma hanno cominciato ad apparire alcuni tweet razzisti che festeggiavano il fatto di poter tornare ad insultare e molestare liberamente le minoranze sul social network”. E mette questo link:

I tweet evidenziati sembrano essere un’operazione di trollaggio anti Elon Musk. Sono tweet esagerati, così esagerati da sembrare una parodia.

Cancellare o bannare o nascondere tweet e account che postano cose come “Uccidi gli ebrei! Uccidi gli ebrei! Uccidi gli ebrei!” o simili è comprensibile. È normale che Tweeter voglia mantenere uno standard minimo un cui affermazioni ovviamente degeneri come queste non sono ammesse e non solo rientra nella sua libertà, ma appare anche abbastanza ragionevole. Ma qui l’operazione è fare passare la libertà di espressione con la libertà di scrivere sui social cose come “uccidi gli ebrei! Uccidi gli ebrei! Uccidi gli ebrei!”. Come se fossero questi i tweet e gli account censurati da Twitter Inc questi anni e sui quali protesta chi accusa Twitter di non rispettare la libertà di espressione.

Ma Twitter ha censurato lo scandalo Hunter Biden, il New York Post (su pretesa dell’fbi), la Great Barrington Declaration (su pretesa di Fauci e del CDC) e i suoi proponenti e sostenitori, le critiche alle misure sul covid, i sostenitori della teoria che il virus fosse uscito da un laboratorio, i critici della guerra in Ucraina e in generale censura una marea di account e tweet di utenti comuni, di giornali, di giornalisti indipendenti, di media di vario genere, di esperti a vario titolo, di figure politiche, etc.. quando contraddicono il mainstream liberal progressista, il racconto istituzionale e i desiderata degli apparati militari e di intelligence, fino al ridicolo di censurare cose opposte in momenti opposti al cambiare di quel racconto, per cui per es. c’è stato un momento in cui censurava i sostenitori delle mascherine perché all’epoca Fauci le sconsigliava.

Fare passare l’idea che quando si parla di libertà di espressione in riferimento ai social si parli di “uccidi gli ebrei! Uccidi gli ebrei! Uccidi gli ebrei!” è la solita reductio ad hitlerum. Si tratta di poter esprimere liberamente punti di vista non liberal progressisti, critici anche fortemente critici verso i liberal progressisti, di poter esprimere punti di vista liberali, libertari e conservatori, di poter contraddire le istituzioni, i governi, i potenti, le grandi media corporation, di poter sostenere punti di vista contrarian, di poter discutere dello scandalo Hunter Biden, e di tutti gli scandali simili, di poter criticare l’FBI, la Cia, il pentagono, la guerra, Zelenski, la Nato, etc.. di poter discutere liberamente di cambiamento climatico, energia, etc.. di poter criticare lo stato d’emergenza, i provvedimenti sul covid, e così via. Si tratta di difendere la libera discussione pubblica, plurale, articolata, contraddittoria, feroce, si tratta di difendere l’indipendenza dei media e della stampa, di poter criticare i potenti, i governi, le istituzioni, i politici, i burocrati, di poter contraddire la propaganda ufficiale, si tratta di media che come Rumble o substack dicano di no alle pressioni, ai ricatti e alle minacce dei politici e siano pronti a disobbedire a leggi liberticide come il dsa europeo.

Che un giornale, come fa ad esempio il Post, che diavolo! essendo un giornale qualcosa di tutto questo dovrebbe sapere e capire, riduca la questione a “uccidi gli ebrei! Uccidi gli ebrei! Uccidi gli ebrei!” dice tutto. Questi occupano abusivamente uno spazio che dovrebbe spettare a veri giornalisti, vera informazione, vera discussione pubblica, vera difesa dei cittadini dagli abusi del potere politico. Siamo ridotti malissimo!

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