LA “TERZA REPUBBLICA” SEMBRA LA PRIMA E LA SECONDA

di MATTEO CORSINI

Godendosi la grande vittoria alle elezioni del 4 marzo, Luigi Di Maio ha affermato, tra le altre cose: “Oggi inizia la Terza Repubblica e sarà una Repubblica dei cittadini italiani. Questo è un risultato post-ideologico, che va al di là degli schemi di destra e sinistra: riguarda i grandi temi irrisolti della nazione. Insomma: temi, non ideologie”.

Saranno anche “temi”, ma la sensazione, guardando le regioni dove il M5S ha prevalso più nettamente, è che l’appeal della promessa di prendere uno stipendio facendo il solo sforzo di (fingere di) cercare un lavoro sia stata determinante. Non è la prima volta che la domanda di assistenzialismo, ovviamente a carico dei pagatori netti di tasse, risulta essere determinante per il successo di una forza politica.

Questo mi pare essere il tema dei temi, e certamente non ha a che fare con le ideologie. E’ il trionfo della definizione di Stato data da Frederic Bastiat: “La grande illusione attraverso la quale tutti cercano di vivere alle spalle degli altri”.

Sarà pure la Terza Repubblica, ma, pur cambiando in parte gli interpreti, la dipendenza da tasse altrui resta il filo conduttore per decretare il successo. Tutti i partiti, chi più chi meno, avevano promesso di spendere e spandere. Probabilmente ha contato il fatto che gli altri al governo c’erano già stati e questi signori no.

Non vedo altre differenze significative rispetto a passato (strafalcioni ed errori nell’uso dell’italiano inclusi).

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