LA VENETIA DI HUGO von HOFFMAINSTHAL? SUBLIME!

di POALO BERNARDINI Non mancano i pretesti per riprendere in mano le pagine – almeno quelle disponibili a chi non conosca il tedesco o pur conoscendolo non possieda i 38 bellissimi volumi dei suoi Opera omnia – che a Venezia e al Veneto dedicò uno dei maggiori scrittori austriaci, e si potrebbe ben dire universali, a cavallo tra Otto e Novecento, Hugo von Hoffmansthal. Pretesti, occasioni, anche tenui, forse tenui, forse neppur necessari quando ci si accosti ad un classico, a questo “Goethe sui banchi di scuola” come lo definì, miscelando per una volta un gran rispetto alla consueta ironia, il suo contemporaneo Karl Kraus. Magica Vienna, allora, davvero. Pretesti, dicevo. Ad esempio, la morte di una squisita poetessa, incarnazione della vivacità poi sempre negata del neoclassico, Giovanna Bemporad. Singolarmente, poi, un’altra ebrea – e non poteva essere altrimenti con Hoffmansthal – Gabriella, Bemporad anch’essa, ma con nessuna parentela con Giovanna (così pare, almeno), tradusse un corpus notevolissimo di opere di Hugo, in parte poi…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
CONDIVISIONI
Rubriche PensieroLibero