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La via gialloverde del “calciare il barattolo”

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di MATTEO CORSINI Dopo la cena di Conte e Tria con il presidente della Commissione europea Juncker, il nuovo mantra governativo per prendere tempo e per tentare di gabbare gli interlocutori è diventato, più o meno letteralmente, che il deficit si può rivedere di qualche decimale al ribasso. Dopo che per settimane era stato affermato il contrario, considerando il 2.4% di deficit in rapporto al Pil come un totem. Per esempio, ecco Giggino: “Il tema non sono i numerini, ma i cittadini, l'importante è che questa manovra abbia dentro quota 100 per le pensioni, il reddito di cittadinanza, le pensioni di cittadinanza, i rimborsi ai truffati delle banche, oltre al pacchetto imprese. Queste sono misure dalle quali non possiamo prescindere. Poi, se all'interno della contrattazione deve diminuire un po' di deficit per noi non è importante, il tema non è lo scontro con l'Ue sul 2,4%, l'importante è che non si abbatta di una sola persona la platea che riceve quelle misure.”
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