L’AUMENTO DEL PREZZO DI BITCOIN IN VALUTA FIAT NON È UNA “BOLLA”

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Rilanciamo un saggio scritto un anno fa, oggi divenuto ancor più attuale, considerato che la stampa igienica e i grandi economisti di casa nostra sparano a zero sulla criptovaluta (L.F.) di GIOVANNI BIRINDELLI Negli ultimi otto anni il potere d’acquisto di Bitcoin in Euro è passato da pochi centesimi di Euro a 1000 Euro circa. Qualcuno vede in questo relativamente impressionante aumento di prezzo una “bolla” che è destinata a “scoppiare”. Ora, col termine “bolla” si possono intendere due cose molto diverse e anzi opposte fra loro a seconda di cosa stia alla base dell’aumento (ed eventuale caduta) di prezzo: il processo di mercato o la distorsione dello stesso dovuta a forme di intervento coercitivo (p. es. statale). Nel primo caso, il termine “bolla” si riferisce a nient’altro che a un “forte” aumento del prezzo di mercato. Poiché l’aggettivo “forte” (o simili) è completamente arbitrario e non ha alcun rapporto con la teoria soggettiva del valore (e quindi con la scienza economica), in questo caso il termine…

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