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Lega calderoli ammette l’errore di allearsi con berlusconi. vada in pensione

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di GILBERTO ONETO

CALDEROLOA Crissolo, forse aiutato dall’aria frizzantina di montagna, il Calderoli  ne ha dette un po’ ai giornalisti. Una perla riportata dai giornali: «Di errori ne abbiamo fatti tantissimi, ma il più grande è stato non andare fino in fondo con la secessione, ricevere l’abbraccio mortale di Silvio Berlusconi e andare al governo».

Per carità: “errare humanum est, perseverare autem diabolicum”, e farlo per vent’anni è anche più che diabolico. Non è mai tardi per riconoscere i propri errori ma perché il pentimento sia sincero richiede che non si ripeta lo sbaglio,  che si cerchi di rimediare al mal fatto e magari si affronti con umiltà un po’ di penitenza. Calderoli e soci hanno finalmente capito che Berlusconi non è proprio un indipendentista e che anche il suo dna di onesto e integerrimo lavoratore padano  ha subito qualche pelasgica mutazione nel tempo? Ma perché allora continuano a ronzargli attorno, perché ci fanno maggioranze, tête-à-tête, e anche aggrovigliate attività di mucose labiali?  Se è (finalmente) deciso che la frequentazione con gli “italianissimi” di destra è disdicevole, li si lasci proprio perdere, punto e basta! Li si mandi a quel (loro) Bel Paese. Era da fare nel ’94, lo si è fatto – per troppo poco – subito dopo, ma soprattutto si doveva farlo dal 2000 in poi: 14 anni di amplessi contro natura intorcigliano qualsiasi organismo.

Ma anche se così fosse, se finalmente gli autonomisti e gli indipendentisti si accompagnassero solo con i loro simili, non è che i Calderoli possono continuare a zampettare indisturbati e  restare al loro posto. Qualche segno concreto di resipiscenza  lo devono mostrare, qualche azione conseguente la devono intraprendere: non basta un breve raffica di “pateravegloria” e qualche candela. Perché questi signori non hanno solo commesso un errore strusciandosi addosso a Berlusconi ma hanno anche distrutto ogni struttura indipendentista, hanno allontanato dal partito ogni indipendentista e ogni nemico dei berluscones, hanno bloccato un processo di costruzione di consenso, di produzione di idee e di credibilità, che aveva cominciato a funzionare. Calderoli e soci e i loro lacchè hanno ripulito il partito da ogni segno di padanismo, secessione, cultura autonomista; hanno sostituito autonomisti vecchi e nuovi con una mandriaccia di “ilnostropaesisti” ignoranti, spocchiosi, cadregari e – qualche volta – anche manolesta.  Hanno estromesso e tacitato ogni afflato di secessionismo e indipendentismo vero per sostituirlo con misspadanie, squadre di calcio, mutande verdi, devoluscion e prisencolinensinainciusol; hanno dissipato un patrimonio immenso di consenso, gettato enormi risorse e frastornato una comunità umana. Soprattutto hanno fatto buttar via vent’anni importanti, che avrebbero potuto davvero mettere le nostre comunità sulla strada per l’indipendenza.

Oggi il Calderoli ci dice “sorry, ho fatto un piccolissimo errore!” Non è piccolissimo e non se la può cavare così. Come minimo deve andarsene in pensione e lasciare il posto ad altri. Non solo lui naturalmente, ma tutta la banda di personaggi – i Cota,  i Leoni, per intenderci – che nell’errore hanno diabolicamente perseverato e che hanno ripulito un partito che si dice indipendentista da tutti gli indipendentisti. Poi, visto che tutti costoro percepiscono una lauta pensione, tornino a fare il chirurgo, l’architetto, l’avvocato, il sensale (la più parte di loro non ha mai neanche smesso di farlo) e girino la pensione al partito che è in ristrettezze che loro hanno contribuito a creare. Devolvere stipendi e pensioni è la sola devolution che abbia senso. Poi (forse) il perdono e (sicuramente) l’oblio.

 

 

 

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7 COMMENTS

  1. Erano le quattro di mattina,lascio Bossi a Gemonio,l’indomani aveva un appuntamento ad Arcore,dovevano accordarsi per entrare in coalizione! Dissi a Bossi,non fare accordi con quegli stronzi,essi sono coloro che abbiamo combattuto dalla nascita della Lega, la bonazza ,il crassi,ecc.Mi rispose ci penserò! Ad Arcore andò da solo con la sua Citroen. E accordo fu. E a CALDEROLI dico Vaffanculo Brutto stronzo.

  2. Bla e poi bla bla bla bla. Padagnaliberaaa! Viva la Corea del nord e la Tanzania e il federalismo e l’autonomia e la secessione e l’indipendenza e la macro regione e l’euroregione e il 75% delle tasse e la Credieuronord e le cooperative verdi e i supermercati in Croazia. Viva il pareggio di bilancio e abbasso il pareggio di bilancio. Abbasso l’italia e viva l’italia e salviamo l’italia stampando moneta e facendo più debito. Viva berlusconi e la colpa è tutta dell’abbraccio mortale di berlusconi. E viva la riforma fatta con la finocchiaro che però è un merdina, mentre quella prima, fatta con silvio, era una porcata. Purché le natiche restino adese in saecula saeculorum (e sottolineo culorum) allo scranno. Mastice a profusione per la rivoluzione.

    PAGLIACCI.

  3. Era ora che si rendesse conto della quantità industriale di errori che hanno fatto, ma la domanda rimane: siamo sicuri che fossero errori? Il sospetto che abbiano volutamente azzoppato l’indipendentismo padano rimane, in ogni caso va rottamata tutta la dirigenza, tutti a casa. Si salva solo Zaia, se non tira il freno a mano anche lui.

  4. Come sappiamo nell’Europa civile, se un politico è sospettato di un reato si dimette, si dimette anche se è sospettato di azioni di per se non rilevanti penalmente ma che comunque minano la fiducia dei cittadini in lui, aver copiato la tesi, aver tradito la moglie, ecc. Nell’Europa incivile, di cui l’Italia è il paese di punta, invece avviene il contrario, se un politico è condannato in definitiva continua a fare politica, se commette azioni immorali a passare i guai sono i giornali o i giudici che si occupano della cosa.
    Nell’Europa civile, a cui la Padania appartiene culturalmente e storicamente, se un politico sbaglia strategia si dimette e lascia il posto ad altri, tutti sono utili nessuno e necessario. Calderoli ha già sbagliato con il Porcellum ed ora è ancora li a ripetere l’errore con l’Italicum. Ma la cosa che più brucia a noi padani è che gli errori della Lega, l’abbandono dell’indipendentismo per passare ad un misero federalismo, ci hanno portati ad ulteriori vent’anni di occupazione italiana con tutti i danni economici e culturali che sono seguiti. Eppure i responsabili di quest’errore “storico” sono ancora in Parlamento. E questo è molto “italiano”…

  5. Calderoli chiaramente non è pentito, recita solo la parte (da vent’anni almeno) del viscido democristiano che non ha a cuore le sorti delle regioni del Nord.
    Un colpo al cerchio (la base e gli elettori) e un colpo lla botte (Berlusconi e poltrone/carriere) e così lor signori tirano avanti.
    Di ben altro abbiam bisogno che di questi personaggi crozziani.
    Calderoli vai a sbucciare banane (come fece a Pontida) che è meglio.

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