di PAOLO L. BERNARDINI
"Or ecco," dice Alberto di Giussano,
"ecco, io non piango più. Venne il dì nostro,
o milanesi, e vincere bisogna.
Ecco: io m’asciugo gli occhi, e a te guardando,
o bel sole di Dio, fo sacramento:
diman da sera i nostri morti avranno
una dolce novella in purgatorio:
e la rechi pur io!" Ma il popol dice:
"Fia meglio i messi imperïali!”. Il sole
ridea calando dietro il Resegone.
Il sole è ben sorto sopra il Resegone, invece, oggi. Discendo dalla valle Brembana. Il dovere mi chiama a Como, dove non incontrerò, ahimè, l’Imperatore Federico, come nella patriottica poesia di Carducci di cui qui cito l’ultima strofa. Non ci “sta” più da tempo. Grazie, Alberto di Giussano! Ma vedrò molti tricolori e anche le bandiere della UE, la carta dei baci perugina. Ma il bigliettino che dentro vi leggo non è, purtroppo, d’amore. Dice: “Riarmeremo!”. E allora se glielo ricordo il sole davvero riderà, “calando dietro il
E da PADRONI a LADRONI il passo fu breve.