di MATTEO CORSINI
Di tanto in tanto torna a fare cronaca l’idea di rivedere la disciplina in materia di sostanze stupefacenti. Generalmente si crea confusione tra legalizzazione e liberalizzazione. La prima sarebbe probabilmente destinata a non migliorare le cose, e forse le peggiorerebbe. Meglio sarebbe la seconda, se fosse realmente tale, ossia se lo Stato rimuovesse proibizioni alla produzione e al commercio, senza porre in essere altri vincoli. Dubito che in Italia si arriverà mai a una liberalizzazione.
Chi è favorevole alla legalizzazione è mosso da diverse motivazioni, generalmente tutte stataliste. Si va da chi vorrebbe avere meno affollamento carcerario, a chi punta al gettito fiscale.
Quando a esprimere un parere sono dei magistrati, generalmente il grado di statalismo è elevato. Ecco cosa ha dichiarato, per esempio, il procuratore nazionale della Dda Franco Roberti: “Siamo favorevoli a una disciplina che attribuisca ai Monopoli di Stato, in via esclusiva la