MACRON, IL SOCIALISTA TRAVESTITO CHE HA GIÀ AUMENTATO LE TASSE

di VALENTINA CAVINATO

Come ho scritto nella mia analisi del 29 marzo scorso*, che allego sotto, il successo di Macron non è per niente “casuale”. Non si diventa presidente della repubblica a 39 anni e in pochi mesi.

Il partito socialista sapeva benissimo, che l’esito delle presidenziali sarebbe stato per lui catastrofico. I pezzi grossi avevano anche maturato una consapevolezza: il partito andava riformato, dovevano crearsi un nuovo look, per tornare ad essere credibili e rimontare nei consensi. Però tutto questo dall’interno era matematicamente impossibile.

Dietro questo abilissimo “piano Macron”, c’è una strategia ben precisa, quella di tenere ancora in pugno il paese e di continuare a governarlo. A quanto pare, il piano è perfettamente riuscito, hanno fatto bingo.

Il Partito Socialista doveva piazzare una testa di legno e qui la scelta non è stata certo facile. Se avessero scelto un uomo remissivo e senza spina dorsale, questo non sarebbe riuscito a conquistare l’elettorato, mentre scegliendo il carismatico Macron, le probabilità di vittoria erano decisamente maggiori.

C’è però un’incognita: nel corso del suo quinquennio, questo giovane presidente seguirà fedelmente le indicazione e gli ordini ricevuti dal quartiere generale del Partito Socialista, o ad un certo punto, diventerà ingestibile, trasformandosi in una mina vagante? Considerando la sua natura egocentrica, la sua attitudine al comando e il suo narcisismo, penso che il giovane presidente riserverà delle belle sorprese, sorprese che i socialisti non gradiranno. E intanto ha già cominciato ad aumentare le tasse, perché lo stato è insaziabile e i sussidi ovviamente non si toccano.

In Francia l’affluenza alle legislative è sempre stata molto bassa, questa volta lo è stata un po’ più, e la spiegazione è semplice: ai francesi interessa il welfare monsonico e sanno benissimo che quello NESSUNO lo scalfirà.

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* MANUEL VALLS (PS), PRIMO MINISTRO DI HOLLANDE, DICHIARA UFFICIALMENTE CHE VOTERÀ PER MACRON.

MACRON:
ex socialista
ex ministro del governo Hollande
ex ispettore delle finanze
dal 2008, banchiere d’affari presso Rothschild. Grazie ad una transazione valutata intorno ai 9 MLD, è diventato milionario (buon per lui, ma verrebbe da chiedersi perché un milionario voglia rompersi le palle con la politica).
fonda il partito “En marche!” con cui si presenta a queste presidenziali.
La sua tendenza politica viene definita “liberalismo sociale” (mi parte un conato).
Direi che come cavallo di Troia mi sembra perfetto.

La sua partecipazione al grande dibattito televisivo dei 5 principali candidati è stata penosa, non è affatto vero che ne sia uscito bene, come ha voluto farvi credere la stampa igienica italiana.

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