NON ANDATE AL SUPERMARKET, È PIENO DI SPECULATORI!

DI PAOLO SALVINI In molti articoli che appaiono sulla stampa, la “speculazione” viene dipinta come attività demoniaca, e chi la pratica, lo “speculatore”, appare come un losco figuro che, animato da avidità e irresponsabilità sociale, si prodiga per danneggiare il prossimo per profitto. Queste tesi, se proprio devono trovare spazio, dovrebbero farlo però al fianco delle argomentazioni più genuinamente liberali, che a mio parere hanno basi economiche più solide. Permettetemi un paio di appunti di principio, dai quali dovrebbe derivarne un’analisi che è molto diversa dal ritornello che va per la maggiore. Avidità è una parola dall’accezione negativa, tradotta in termini economici però non vuol dir nulla, se non desiderio di migliorare il proprio benessere. In un’economia di mercato questo e’ esattamente il motore che muove la produzione, stimola gli scambi, permette l’accumulazione del risparmio e la formazione del capitale. Agire per avidità non conduce ad alcuna conseguenza nefasta, anzi, in un’economia di mercato è proprio la libertà degli individui di agire per il proprio bene che conduce…

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