Non si risolvono i problemi facendo più debito

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di MATTEO CORSINI “Dobbiamo riconoscere che la ricetta dell’austerità dell’Europa era sbagliata e quella della crescita degli Usa di Obama era ed è giusta”. Non è la prima volta che Renzi sostiene quanto ho riportato. Anzi, lo ripete più o meno tutti i giorni. Ovviamente a lui serve come argomento per ottenere “flessibilità”, ossia la possibilità di fare più deficit, rimandando di volta in volta gli impegni precedentemente assunti in termini di miglioramento dei conti pubblici. Negli Stati Uniti la ricetta di Obama ha aggiunto circa 9.7 trilioni di dollari di debito federale a fronte di 3.4 trilioni di Pil. Il debito federale è così passato dal 64 al 105.8 per cento del Pil. Nell’area euro, nello stesso periodo (2008 – 2015) il debito è passato dal 64.8 al 91.6 per cento del Pil, a fronte di una crescita nominale del Pil di poco più di un trilione di euro. Numero peraltro zavorrato dalla lunga recessione italiana. Sarebbe stato meglio fare più deb
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2 COMMENTS

  1. Sono i COSTI DI STRUTTURA che vanno ridotti che sono anche , e sopratutto, i costi dovuti allo scarsissimo rendimento del sistema Stato.
    Purtroppo penso che chi ci governa non sia politicamente , ma sopratutto tecnicamente, capace di una simile operazione.

  2. In ogni caso i debiti, anche pubblici, vanno pagati prima o poi.
    Siccome lo stato non produce ricchezza è evidente quanto sia dannoso che uno stato contragga debito o faccia debito, pur con la complicità delle banche centrali.
    Dannoso per chi produce ricchezza e risparmio.
    Cioè, per le aziende private e la gente comune.
    E poi , non mi pare che più debito pubblico corrisponda a maggiore Pil.
    Il Giappone non lo dimostra abbondantemente?

    La sostanza è diversa, per me.
    Pur di non esser costretti ad ammettere gli errori delle politiche economiche e monetarie , errori che risalgono a molti decenni fa, gli stati alzano la posta con le medesime politiche perniciose , come se si trattasse di una cura omeopatica.
    Azzardano perennemente, e non ottengono alcun effetto benefico.
    Per quanto riguarda gli Usa , sono avviati verso grandi problemi se perseverano in queste politiche keynesiane.
    Leggo gli articoli di Stockman e il sito Lew Rockwell, e mi pare che le premesse per un disastro futuro si stiano assommando.
    Magari passeranno anni ma ,in base al buon senso ed alle esperienze precedenti, la strada è imboccata senza possibilità di ritorno.

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