OGGI GIL SAREBBE CONTENTO, IN PADANIA SI È APERTO UN VUOTO POLITICO

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di DANIELA PIOLINI ONETO

Quando domenica scorsa un amico mi ha mandato un video in cui si vedeva l’immagine di Gilberto scorrere sullo schermo che faceva da sfondo alla grande sala che accoglieva il Congresso della nuova Lega, la mia prima reazione è stata di dolore e di rabbia, subito seguita da una sensazione di “straniamento”.  Mi sembrava di guardare un quadro surreale in cui si mischiavano, in modo del tutto casuale e senza nessun senso logico, memoria e realtà.

Si proclamava una Lega paladina dell’Italia e si facevano scorrere le immagini degli uomini che più avevano combattuto per demolirla…

Cosa ci faceva Gilberto lì?

Così mi è venuta in mente una frase di Rimbaud che si adattava bene alla situazione: “…io vedevo assai arditamente una moschea al posto di un’officina, una scuola di tamburi fatta dagli angeli,  dei calessi per le vie del cielo, un salotto in fondo a un lago” . Insomma la sensazione era di un marasma, dove la negazione dei veri significati era condito con la strumentalizzazione di persone a cui la base leghista (quella rimasta) era sinceramente affezionata.

Poi però, ho pensato che Gilberto  sarebbe stato contento dell’esito di questo congresso. Gil, sempre lucido nei suoi giudizi, sapeva da tempo che l’opportunismo politico e l’ignoranza culturale avevano stremato il sogno della Padania.

Mi diceva spesso: “Fino a quando la Lega non prenderà una posizione chiara non si possono aprire nuovi spazi…”.  Finalmente si è sciolto l’equivoco, il segretario della Lega Matteo Salvini è stato chiarissimo, ha tracciato una linea che perseguirà con tenacia e ambizione. La Lega Nord sarà un partito nazionale.

Domenica si è creato un vuoto politico in Padania. Un vuoto che andrà colmato . Le ragioni sono più vive che mai.

 

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