OLTRE UN CERTO LIMITE, LE TASSE E’ MEGLIO NON PAGARLE

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governoladrodi MARIETTO CERNEAZ

Un branco di ignoranti governa l’Italia. E Renzi non contribuisce di certo a smentire il teorema. L’altro ieri, era possibile leggere che “le imposte dirette, tra gennaio-giugno, registrano un gettito complessivamente pari a 105.291 milioni di euro e una diminuzione del 4,7% (-5.191 milioni di euro), rispetto ai primi 6 mesi del 2013.L’ultimo Bollettino di Bankitalia spiega che le entrate tributarie si sono sgonfiate, nel giugno scorso, addirittura del 7,7% rispetto allo stesso mese del 2013”.

L’Italia sembra un po’ l’Argentina e un po’ il Giappone che, notizia anch’essa assai fresca, ha accusato una contrazione del Prodotto Interno Lordo così spiccata che non si vedeva dai tempi dello tsunami del marzo 2011: il PIL reale nel secondo trimestre 2014 ha registrato un calo annualizzato del 6,8%. Motivo, l’Iva è passata dal 5 all’8%! (In Italia è al 22%, e c’è chi spera nella crescita). E nella terra del Sol Levante la banca centrale ha pompato denaro a tonnellate! Quale è il denominatore comune tra le minori entrate italiane e la minore crescita giapponese? L’aumento delle tasse!

Nonostante non vi sia politico, o un suo lacchè, che non dica che le imposte vanno abbassate (slogan ritriti di cui abusa pure l’attuale premier italico), la lezione di Laffer che con aliquote più basse si aumenta il gettito fiscale, in questa landa libico-mediterranea non è mai stata applicata, perché non è mai stata imparata, considerato che il taglio delle spese pubbliche non è gradito ai frequentatori dei Palazzi.

Laffer – economista americano, che di tanto in tanto viene citato (ma non capito) – ha dimostrato con una semplice curva che oltre un certo limite, anche il volgo si rompe le balle di pagare le tasse. Nessuno ha voglia di lavorare per consegnare il frutto del proprio lavoratori a una casta di parassiti! Ribadiamo: oltre una certa soglia la gente non è disposta a scucire i suoi soldi. E quando non può evadere smette di consumare. Ma è inutile spiegarlo ad un governante, si perde solo tempo. Come scrive Simon Black “i politici sono bravi a promettere mari e monti in tema di tasse e imposte… quasi sempre finiscono per essere menzogne”. 

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