di NICOLA MORRA
Per Aldous Huxley in Brave New World non sarà il Grande Fratello orwelliano a toglierci l’autonomia, la cultura e la storia, a svuotarci di identità e dignità. La gente, cioè la massa, sarà felice di essere oppressa, sarà felicemente oppressa, sarà gioiosamente privata della libertà, e adorerà la tecnologia che libera dalla fatica di pensare e, pertanto, di porsi dubbi, domande, di effettuare scelte.
Huxley nel suo capolavoro presagiva, temendolo, non che i libri fossero vietati, ma che non ci fosse più nessuno desideroso di leggerli, perché il divieto esplicito produce desiderio di trasgressione, e dunque fa cercare ciò che è proibito.
Huxley aveva capito che l'eccesso di conoscenza avrebbe degradato la conoscenza stessa, rendendola irrilevante, sterile, inutile dunque. Offrendoci troppi dati - è il problema delle rete in cui si trova un tutto che tende al troppo ed è impalpabile, irrilevante ed indifferente - gli uomini del potere ce ne avreb
Forse si voleva dire “uscire dalla caverna”. Platone chiacchierava ma il suo ideale societario era finalizzato proprio a evitare che i cavernicoli uscissero. Ci stiamo da tempo agitando e organizzando, stiamo continuamente studiando. I risultati? Vincono sempre loro; più forti, più organizzati, più ricchi. Qualcuno vorrà dirci come possiamo organizzarci meglio e con maggior profitto?