di MATTEO CORSINI
Mentre in Italia ci si preparava al voto per le elezioni regionali in Sicilia, ovviamente con un occhio avanti di sei mesi alle politiche del 2018, io trascorrevo a Kathmandu i miei ultimi due giorni in attesa del rientro in Italia. Anche in Nepal si stanno preparando al voto, quindi sui giornali locali si confrontano le proposte politiche delle parti in competizione. Dal 2008 il Nepal è una repubblica federale, sin qui sempre governata da uno o più partiti sostanzialmente comunisti, il principale dei quali si definisce esplicitamente maoista.
Il programma di questa coalizione sembra un copia e incolla dei proclami del partito comunista cinese, anche se in Nepal il dirigismo non ha ancora preso piede come nel confinante gigante cinese. Nonostante governino da ormai una decina d’anni, questi signori si presentano come se finora il potere fosse stato detenuto da altri. Con promesse da fare impallidire i campioni italiani in materia, sia quelli di attempata mat
Tutti sappiamo che la politica è crimine scientificamente organizzato.
Non vedo perché in Nepal debba esser diverso.