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Pina picierno, la rottamatrice cresciuta alla scuola di de mita

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Piciernodi GILBERTO ONETO

Non passa settimana che qualche trasmissione televisiva non ci regali la gioiosa apparizione di Pina Picierno, eurodeputata del Pd. La signora (guai a chiamarla signorina!) è diventata famosa per le sue deliziose gaffes, per le coraggiose sparate e per la pelasgica energia con cui da sulla voce a conduttori e avversari. Sophia Loren in una famosa scena di “Pane, amore e…” in confronto era una timida contessina del Devon.

La sua è una carriera esemplare. Nata nel 1981 a Santa Maria Capua Vetere (CE), è perciò una sidicina, che non è uno scambio di vocale malizioso e leghista significa che è una nativa dell’antica Teanum Sidicinum. E scusate se è poco. Cresce in una famiglia democristiana: il padre Pasquale era segretario cittadino della DC, lo zio Raffaele sindaco di Teano (luogo del fatidico patriottico incontro). Tutti erano demitiani di ferro e così la giovane Giuseppa, Giuseppina, detta Pina, si è laureata in Scienze della Comunicazione – ovviamente con 110 e lode – nella prestigiosa Università di Salerno con la tesi “Il linguaggio politico di Ciriaco De Mita”, una cosa seria: mica uno studio sui misteri lessicali di ottentotti o boscimani.  Appena laureata, ha dichiarato testualmente «De Mita è il mio mito», un coraggioso gioco di parole che le ha subito fruttato a 24 anni la segreteria nazionale dei giovani della Margherita. Roba forte!

Nel 2007 è diventata veltroniana ed è agilmente transitata nel Pd soffiando la candidatura a De Mita che – furioso – è passato all’Udc. Fine di un mito!

Nel 2008 diventa deputato e nel 2013 viene rieletta. Nel frattempo fa parte della corrente paolotta di Dario Franceschini. Ha la carica di ministro-ombra per le politiche giovanili e le attività sportive. Nel 2013 diventa graniticamente renziana e subito è promossa responsabile nazionale della legalità del Pd: mica noccioline.  Infatti nel 2014 è candidata alle europee ed eletta con ben 224.003 preferenze (era capolista ma è arrivata seconda) nella circoscrizione meridionale. Lascia il Parlamento nazionale e rinvigorisce l’Europa con il suo appeal da Terra dei fuochi, e non si perde un talk show dove il suo fascino esuberante non conosce limiti.

Si concede un brevissimo periodo di riposo (e di quiete per gli apparati uditivi dei telespettatori)  solo per partorire Davide (che ha evitato il rischio di chiamarsi Ciriaco) avuto dal compagno (in tutti i sensi) Francesco Nicodemo, un napoletano già responsabile della comunicazione del Pd e ora nel team comunicativo di palazzo Chigi, con la delega ai social network. Una famigliuola piena di impegni. In precedenza la Picierno aveva avuto una vita sentimentale intensa: le è stata attribuita anche una (inevitabilmente) impegnata relazione con Roberto Saviano.

I suoi exploit televisivi sono rimasti leggendari: ha accusato la Camusso di cose che tutti sanno («Eletta con tessere false, la Cgil ha pagato i bus per la manifestazione di Roma…») ma che a sinistra sono tabù, si è lanciata in uno scambio di battute da festa della matricola con il leghista (nel frattempo  ex) Polledri. La sua prestazione migliore è però collegata con il bakshish elargito dal governo Renzi ai lavoratori, quando a Ballarò ha sventolato uno scontrino della spesa sostenendo che con 80 Euro una famiglia poteva sfamarsi per metà mese:  «Con 80 euro io faccio la spesa per due settimane».

Giusto per dimostrare la giustezza della sua acrobatica affermazione si è fatta fotografare con una borsetta Prada in giro per Roma. L’immagine è stata diffusa da Il Cicalino  che ha specificato che il prezioso ed elegante manufatto costa dai 1.700 ai 5.800 Euro, da 21 a 72 elargizioni mensili renziane. Chi rottama i rottamatori?

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5 COMMENTS

  1. Vi prego di notare , nelle immagini di primo piano della Pincierno, l’atteggiamento di disprezzo verso i contradditori , della sua bocca.
    E’ tipico degli “uebermenchen” !

  2. Sti terroni che beccano apre 110ellode… Non se ne può più… E i loro “lavori” così ottenuti chi li paga? Certo non i compaisa’ di De Mita.

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