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Renzi: dal 2013 in italia non si alzano le tasse. ecco perchè mente

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TASSE 3di MATTEO CORSINI

Il solito Matteo Renzi: “L’ultima volta che una tassa è stata alzata in Italia è stata l’IVA nell’ottobre 2013 da un governo precedente. Adesso la musica è cambiata e contemporaneamente abbiamo battuto tutti i record di incassi dalla lotta contro l’evasione (quasi 15 miliardi nel 2015)”. Quando il presidente del Consiglio parla di tasse, difficilmente va d’accordo con la realtà. Nel caso specifico, sostiene di non aver aumentato nessuna tassa. Delle due l’una: o ha una pessima memoria, oppure mente sapendo di mentire. Non so cosa sarebbe peggio.

Nel primo caso, sarebbe preoccupante, dato che ha solo 41 anni e che governa da due anni e mezzo, non da vent’anni. Nel secondo caso, sarebbe preoccupante, dato che va riempiendosi la bocca un giorno sì e l’altro pure della sua presunta “credibilità”.

In entrambi i casi, per me è molto fastidioso. Potrebbero sfuggirmene altre, ma certamente Renzi ha aumentato la tassazione sulle cosiddette rendite finanziarie dal 20 al 26%, oltre a quella sui fondi pensione dall’11 al 20% e quella sulle casse previdenziali dal 20 al 26%.

All’epoca andava anche fiero di aumentare la tassazione sui risparmi, perché con il maggior gettito avrebbe finanziato il taglio parziale dell’Irap. Spacciava la sua azione come un colpo a rentiers e speculatori, mentre dava una botta a chiunque abbia un po’ di risparmi e, soprattutto a chi versa denaro in fondi pensione per cercare di integrare le pensioni da fame (ammesso che siano almeno da fame) che percepirà dall’Inps nei prossimi decenni.

La musica sarà anche cambiata, ma per me resta sempre inascoltabile.

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1 COMMENT

  1. L’affermazione di Renzi ha una spiegazione matematica: lui guarda al gettito fiscale che è diminuito, questo è ovvio visto che chiudono 100.000 aziende all’anno, la disoccupazione sale e i consumi crollano. Basandosi su quel dato afferma quel che afferma. Se non fosse un imbroglione matricolato e capisse qualcosa di economia, capirebbe che se il Pil diminuisce, se i consumi diminuiscono, se il numero di persone che pagano le tasse diminuisce, sia perché inattive forzatamente, sia perché devono rateizzare le imposte per sopravvivere, capirebbe che non tagliando di un centesimo la spesa pubblica, anzi aumentandola, se il debito pubblico è in costante aumento vuol dire che il fabbisogno di denaro statale è perlomeno costante ergo i pochi che pagano ancora le tasse ne pagano sempre più.
    Quindi il gettito diminuisce, le tasse aumentano. Più o meno quel che qualunque massaia al mercato con la licenza media saprebbe spiegare a lui e a Mario Monti….

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