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Renzi, impostore e bluffatore, ovvero l’utile idiota dell’unione europea

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Unione-Europea (1)di FABRIZIO DAL COL

Parli dell’Italia in giro per il mondo e ti rispondono subito che è un Paese bellissimo, una meta in cui varrebbe la pena di viverci e di mettere radici. Ma dopo averti detto è un Paese bellissimo, quasi tutti abbozzano un sorriso beffardo, anzi sarcastico, e subito ti dicono di sapere come funziona l’Italia: “senza raccomandazioni in Italia non si ottiene un bel nulla” che è l’affermazione prevalente, ma segue anche quella che “i tuoi diritti non esistono senza raccomandazione”. Ci riferiamo ovviamente a coloro che con l’Italia ci lavorano, ma se questi che lavorano con l’Italia la pensa in questo modo, lo stesso non si può dire però per la maggioranza dei turisti che la frequentano spesso. Infatti, ti dicono chiaramente che gli italiani stanno sopportando di  tutto e continuano ad accettare imposizioni governative poco democratiche. Tant’è, ormai all’estero ci vedono come un Paese depresso, incapace di qualsiasi reazione, con i cittadini sempre più rassegnati ed in attesa di una deriva economica che inginocchi definitivamente il Paese della dolce vita. Intanto il governo italiano, non avendo nessuna percezione delle realtà quotidiane a cui è sottoposta perennemente l’intera popolazione, rimane immobile e non produce alcunché che possa essere definito degno di nota.

La spendig review, dopo aver visto già due commissari, non ha ancora prodotto un bel nulla che vada nella direzione giusta, si è limitata ai canonici tagli lineari e ha lasciato alla politica la podestà di spendere e spandere più di prima. Proprio ieri al governo si sono vantati di aver trovato, tra le pieghe del bilancio, un tesoretto di 1,5 mld, e chissà perché questo accade proprio in vista delle prossime elezioni regionali. E oggi, il quotidiano di Confindustria non ha gradito il bluff governativo, e con un editoriale in prima pagina, ha bollato la notizia come “arma di distrazione di massa”. Insomma, come è sempre capitato in questo sgangherato Paese, anche in questa occasione si è dimostrato che sull’opportunismo e le falsità non ci batte più nessuno. Una volta tanto ci sia concesso dire: non venite più a dirci che si tratta di una partita di giro, sappiamo già che si è trattato di una “partita di raggiro” peraltro palesemente smascherata.

Ma il rottamatore Renzi bada al sodo, ovvero a quel consenso che necessita tagliandi continui per restare in alta classifica, e anche a correre sempre più veloce, per andare al voto e conseguire quella legittimità popolare che non ha mai acquisito. Fino ad oggi Renzi non ha rottamato un bel nulla, anzi, semmai ha preferito ripristinare la maggioranza del vecchiume politico di ieri, e attivarsi per accasarsi  i nuovi deputati provenienti dal gruppo misto, per avere la matematica certezza di far passare la “sua legge elettorale”, onde essere eletto con la garanzia di una maggioranza bulgara. Dopo un anno di attività “antipolitica” di “de-cretini” inutili, saggi, commissari vari alla spendig review,  menti pensanti, e che più ne ha più ne metta, ancora non ha saputo dimostrare un beato cazzo di quel cambiamento radicale che aveva promesso nei primi 100 giorni, tant’è che si è affrettato subito a prolungare la promessa a 1000 giorni.

Insomma, il premier ha mostrato il suo vero volto: non possiede un solo briciolo di capacità di operare svolte definitive, non ha la più pallida idea di cosa siano le vere riforme, è l’accentratore più pericoloso della storia repubblicana, ma dalla sua, ha il requisito che la Ue voleva dopo la sostituzione di Berlusconi: quello del “bluffatore e impositore” necessari a imporre antidemocraticamente le regole Ue agli italiani.

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