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Ricciardi, il metodo cinese e le libertà negate

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di MATTEO CORSINI

Dopo quasi tre anni di forti restrizioni alla libertà di movimento in nome del contrasto alla diffusione del Covid-19, in diverse aree della Cina si stanno moltiplicando le manifestazioni di protesta.

I mezzi di informazione italiani riportano i fatti di cronaca con un atteggiamento comprensivo nei confronti dei manifestanti. Credo sia condivisibile. Tuttavia, non di rado su quelle stesse testate l’atteggiamento era diverso quando qualcuno tentava di manifestare il proprio dissenso nei confronti dei molteplici provvedimenti restrittivi assunti in Italia a suon di DPCM e circolari del ministero della Salute nel biennio 2020-2021.

Salvo eccezioni, peraltro minoritarie, non è stata definita allucinante l’affermazione (eravamo a inizio 2022) di Walter Ricciardi, consulente dell’allora ministro della Salute Roberto Speranza, che invitava a seguire il modello cinese: “Bisogna fare come la Cina, tamponare 60 milioni di italiani e isolare gli infetti.”

In termini assoluti le restrizioni e i controlli imposti ai cinesi sono indubbiamente più duri e duraturi. Non ne sarei sicuro se si ragionasse in termini relativi, ossia considerando la libertà individuale prima e dopo i provvedimenti anti Covid.

Mentre i cinesi, loro malgrado, sono soggetti a stringenti controlli e limitazioni della libertà anche in periodi ordinari (come è tipico dei regimi), in Italia ci si trovò nell’arco di poche settimane dall’essere relativamente liberi a vedere in TV elicotteri dei carabinieri inseguire un trasgressore solitario che faceva jogging sul lungomare come se avesse appena compiuto una strage.

Oppure (ne sono stato testimone oculare) solerti vigili della polizia locale multare in aperta campagna una signora che aveva portato il nipotino a fare un giro in bicicletta. Decisamente una situazione non di assembramento.

Parliamo di due anni fa, non due secoli. L’unica speranza è che, in eventuali occasioni future, le restrizioni in stile cinese non siano accettate (quando non entusiasticamente appoggiate) come allora. Temo però che sia una speranza vana.

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