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Salvini disposto a sacrificare la padania. bossi e maroni si oppongono

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di DANIELE DI MARIO

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26/02/2013 Milano, via Bellerio sede Lega Nord, conferenza stampa di Roberto Maroni candidato alla presidenza della regione Lombardia con Umberto Bossi e Matteo Salvini
Matteo Salvini, Umberto Bossi e Roberto Maroni

Dopo il bagno di folla di Bologna Matteo Salvini è pronto a sfidare Renzi. E, per farlo, è disposto anche a sacrificare la Padania, aprendo alla possibilità che la Lega diventi partito nazionale. E facendo infuriare il vecchio Carroccio, Umberto Bossi e Roberto Maroni su tutti.

Intervistato dal Corriere della Sera, il segretario di via Bellerio spiega che «il messaggio della Lega oggi passa meglio ma non vuol dire che comandiamo noi» e si dice «pronto a sfidare» il premier e il Pd anche «domattina». E per farlo è disponibile anche a togliere dallo Statuto del Carroccio il riferimento all’indipendenza della Padania: «Ci ragioneremo. Tra febbraio e marzo il movimento andrà a congresso e ci saranno alcune proposte. Lo sforzo della Lega sarà quello di rimanere Lega, ma guardando avanti». Cioè andando verso la Lega dei Popoli e fondersi col movimento per il Centro-Sud Noi con Salvini.

La vecchia guardia però frena. «Quell’articolo è fondativo e fortemente identitario, dubito che si possa cancellare così – dice il governatore della Lombardia Roberto Maroni – L’indipendenza è l’aspirazione di tutti i leghisti». Per Umberto Bossi, fondatore della Lega, l’indipendenza della Padania in Statuto «non si tocca, è una questione di identità». «I problemi dell’Italia sono due – spiega Bossi – Le tasse al Nord, che ha un residuo fiscale di circa 100 miliardi di euro. E il mancato sviluppo del Sud, dovuto alla sinistra. Davanti a una situazione che vede un Nord che paga tanto e un Sud privo di imprese, noi dobbiamo mantenere una via d’uscita».

Ma Salvini tira dritto e precisa: «Oggi la priorità è italiana. Vinciamo o perdiamo tutti insieme dal Nord al Sud». Quanto all’autonomia o all’indipendenza della Padania «resta un sogno». «A febbraio-marzo ci sarà un congresso, il problema non è il nome» perché «la Lega rimane Lega». Il problema «è dimostrare che si può fare meglio dello zero virgola di Renzi», precisa ancora Salvini ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta. Rilanciando l’alleanza con FI e FdI anche con una manifestazione a Roma – chiesta da Giorgia Meloni alla quale garantisce sostegno in caso di candidatura a sindaco della Capitale – Salvini spiega: «FI ha deciso con chi stare, ora avanti come un treno. Berlusconi? A Bologna è stato generosissimo, è stata una scommessa per me e per lui. E lo ringrazio». Avanti così, dunque, in vista delle amministrative. Non solo a Milano, ma anche a Napoli: «Accetto la sfida».

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11 COMMENTS

  1. Devo fare 2 precisazioni L’Italia e la Padania esistono solo come entità geografiche: Noi siamo sì italiani e si’ padani ma solo geograficamente come Iberi sono portoghesi e spagnoli e britannici sono scozzesi gallesi ed inglesi. Non esiste (o potrà mai esistere) la Padania come entità politica perchè Liguri Piemontesi Lombardi e Veneti sono differenti e si erano già dati governances in stati che sono quelli pre unitari (quelli pre invasione giacobina napoleonica per intenderci), percui si’ ad un veneto lombardia piemonte e liguria indipendenti (e semmai poi federati in padania) ma sarà impossibile mettere d’accordo tutte le genti del nord italia in uno stato solo, (non avendo questi una storia pre unitaria come Catalogna o Scozia (per esempio). Non esiste litaglia come entità politica, perchè nessuno oggidi’ ( a parte i militari delle FFAA ) difenderebbe questo schifo di governo da eventuali invasioni straniere. Io la penso cosi’: associazioni culturali come Raixe Venete, Tera Insubra o la Consulta Ligure, sono le uniche che possono far riaffiorare nelle nostre genti ( ma quale Lega Nord ), quei sentimenti oramai sopiti di glorie e di entità statali del passato che sono durate ben piu’ di qusto patetico fantoccio tenuto insieme con la colla e che si chiama Itaglia!!

  2. Non condivido le parole di Andrea.
    Da Emiliano credo che la Secessione sia non solo indispensabile ma necessaria. Se necessario useremo altre forze politiche, se necessario ci sporcheremo le mani, ma l’obiettivo e’ uno solo: Padania.
    Stefano Corti

  3. Signor Oneto,
    Le premetto che è un onore parlare con lei nonostante le visioni differenti, la stimo molto ed anch’io sono sempre a favore degli indipendentismi poiché siano appoggiati da una grande parte della popolazione (Catalogna, Scozia, Paesi Baschi, Quebec, Sahara Occidentale…) ma a mio parere la Padania è finita ed il sogno della secessione anche e lo dimostra anche il sondaggio svolto sul suo sito in cui la stragrande maggioranza dei votanti dice che Salvini dovrebbe dare una svolta nazionale al partito. Parliamoci chiaro la mafia, in minore misura, è arrivata pure al Nord purtroppo non è più un problema solo del sud e gli scandali hanno colpito anche la Lega qualche anno fa, smettiamola quindi di parlare di uno stato mafioso.
    Se vogliamo parlare di come lo stato sia ladro ed ingiusto verso il Nord con me sfonda una porta aperta, Roma è ingiusta e si prende le tasse del Nord per pagare i propri debiti ma la secessione non è più la soluzione e parlano i fatti, parlano i dati e parla anche il sondaggio del suo sito indipendentista, la secessione non è più realizzabile, l’Italia si salva per intero ed ha bisogno del progetto politico di Salvini.
    In quanto a lei signor Marco Green mi dispiace per come la vede sul federalismo: in Germania, in Svizzera ed in Spagna funziona piuttosto bene, sicuramente meglio di un’eventuale secessione che porterebbe sicuramente ad un duro scontro con Roma e creerebbe delle spaccature all’interno della società.
    Il federalismo rimane nel programma della Lega e Salvini spesso lo sottolinea, magari non è una priorità oggi, ma è qualcosa di inevitabile che prima o poi si realizzerà.
    Se lei crede ancora nella secessione si chieda quanti di quel 15% degli elettori della Lega voglia l’indipendenza, quanti degli abitanti del Nord in un periodo storico come questo la vogliano.
    La secessione è finita con la vecchia Lega di Bossi che sarebbe stata destinata a scomparire travolta dagli scandali.
    Salvini ha saputo dare una nuova vita al partito e sono convinto che un giorno potremo gridare quel “Padroni a casa nostra” tanto agognato, potremo avere l’autonomia fiscale, potremo avere più autonomia in ambito legislativo da Gorizia a Messina, potremo avere i cartelli scritti nelle lingue delle nostre regioni, potremo vantarci delle nostre differenze ma ricordandoci di essere comunque italiani, a patto che peró si segua la strada del federalismo, appoggiata dalla stragrande maggioranza degli abitanti della Padania.
    Io la vedo così, ringrazio entrambi per lo scambio di opinioni.

  4. Da leghista ritengo assolutamente necessaria una svolta nazionale del partito, solo così la Lega può salvarsi.
    Ricordiamoci che prima di Salvini nei sondaggi eravamo piombati al 3-4% e se ora siamo al 15 è merito suo e della sua svolta a livello nazionale.
    Alleandosi con movimenti come Fratelli d’Italia e Casapound e fondando Noi con Salvini la Lega è arrivata al sud ed ha guadagnato tantissimi consensi.
    A mio parere nel 2015, quasi 2016, bisognerebbe smetterla di rincorrere il mito della secessione, ma aprirci al federalismo; le battaglie da combattere sono le stesse a Milano, a Venezia, a Roma, a Napoli ed a Bari.
    Sono bolognese, emiliano, padano e leghista, ma prima di tutto italiano e fiero di esserlo. Si sono fatti dei morti per l’unità d’Italia ed ormai sono passati più di 150 anni dall’unità del paese e la secessione è un sogno destinato a rimanere tale a cui solo una piccolissima parte degli abitanti del Nord crede ancora.
    Per continuare ad esistere la Lega deve diventare un partito nazionale: le priorità sono sgretolare questo governo e quest’Europa; oggi la secessione è irrealizzabile e bisogna abbandonarla, ma apriamoci al sud, combattiamo queste battaglie ed avviamo una riforma federalista per lo stato, senza dimenticarci comunque di essere tutti italiani!

    • Complimenti: in poche righe è riuscito a concentrare tutto il becerume tricolore che sta soffocando la Lega.
      Domanda: cosa ci fa un “prima di tutto italiano e fiero di esserlo” qui in mezzo a mascalzoni come noi?
      Un giretto da un bravo psicanalista potrebbe aiutare…

      • Signor Oneto,
        Io rispetto la sua opinione, io ero secessionista ma mi sono reso conto che non si può realizzare la secessione nel 2015, pensa davvero che la maggior parte degli abitanti del Nord voglia l’indipendenza? La ringrazio per il consiglio della visita ma mi creda non ne ho bisogno.
        Il mito della secessione è finito ho accettato di essere italiano e così dovremmo fare tutti, io sono fiero delle mie origini emiliane e padane e sono un convinto federalista come del resto la maggior parte degli abitanti del Nord.
        È folle paragonare l’indipendentismo padano a quello catalano o scozzese che hanno un appoggio della popolazione superiore al 40%.
        Forse il 20% degli abitanti del nord, stando larghi, vorrebbe l’indipendenza ma molti il federalismo. Siamo realisti non esistono più speranze per la secessione, purtroppo, avanti col Federalismo.

        • Forse il restante 80% preferisce lo Stato-mamma, lo Stato mafioso, il posto fisso e la speranza di campare alle spalle del prossimo. Dunque adeguiamoci alla maggioranza e – come dice lei – “accettiamo di essere italiani”. Evviva!

          • Troll o non troll, Andrea puoò avere le sue idee, certamente, ma non rispolveri la tiritera dei trisnonni che hanno combattuto per…Se i trisnonni hanno fatto una minkiata, perchè mai io mi devi azzerbinare e pagarne le conseguenze?…

            E non meni il torrone, Andrea, col federalismo. La sua bella i-taglia il federalismo vero mai lo concederà. Significherebbe privarsi di svariati miliardi al’anno, come minimo. Senza di essi Roma e il sud vanno a picco e questo non ci vuole tanto a caprilo. Alla Lombardia e al Veneto, ad esempio, non possono permettersi, i pelasgici, di lasciare neanche uno o due miliardi…

            Quindi, o si è indipendentisti o si è tajani – nothing in between. Chiaro?

    • Ecco come i troll rimbecilliscono i militanti: da una parte ci si finge ex indipendentisti e si rimpiangono i “bei tempi”; dall’altra si dice di dover accettare di essere italiani lanciando le stesse identiche motivazioni dei fascionazionalisti (destri e sinistri) antipadanisti antileghisti di una volta.

      E hanno anche il coraggio di illudere sui temi federalisti che ormai, di fatto, sono completamente dimenticati o osteggiati dal nuovo corso salviniano (non facciamoci prendere in giro da qualche rara e timida citazione: di fatto anche anche la Lega federalista sembra essere sparita e senza speranza di ritorno).

      Renzi dispone riforme antiautonomiste, rafforza centralismo e nazionalismo…e Salvini cosa fa?
      Finge d’ignorare completamente l’argomento: “agli italiani questo temi non interessano”.
      Intanto Renzi fa quello che vuole…tanto che problemi può dare sulle riforme istituzionali e sulla legge elettorale a questa nuova Lega nazionalista?
      Vanno entrambi nella stessa direzione!
      Roma Polo – Roma Ulivo, si diceva una volta…

  5. “Lo sforzo della Lega sarà quello di rimanere la Lega, ma guardando avanti”… esatto meglio guardare avanti perchè se i militanti si girano dietro si accorgono che lo stanno prendendo in quel posto…

    Siamo arrivati all’assurdo, Salvini è così spudorato e sfacciato che fa sembrar indipendentista persino Maroni.

    Comunque sembra proprio che Salvini abbia ascoltato l’appello che Leo Facco gli ha rivolto qualche giorno fa… scusa Leo, ma se ti ascolta così tanto non potevi chiedergli di DIMETTERSI E DI LEVARSI DALLE PALLE??????????

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