di LEONARDO FACCO
Tra i paesi occidentali, l’Italia è forse l’unico in cui il contribuente è il risultato di un incrocio tra una pecora da tosare ed uno schiavo negro degli ex “cotonifici dell’Alabama”.
Hanno iniziato da un po' a decidere, per legge, che siete colpevoli, a prescindere! Ha scritto Rosanna Acierno, su Il Sole 24 Ore, di un paio di giorni fa: "I titolari di reddito di impresa interessati da controlli del fisco fondati sui versamenti e sui prelevamenti bancari non giustificati sono chiamati a fornire la prova contraria e tale prova non può essere generica, ma è necessaria una dimostrazione sulle «diverse cause giustificative degli accrediti e dei prelievi», come ha precisato anche di recente la Cassazione (sentenza 16948/2015). Una questione che tocca da vicino anche categorie che sembrerebbero più affini al lavoro autonomo, come il caso degli agenti di commercio, dei mediatori immobiliari, dei procacciatori d'affari e dei promotori finanziari,
Lo Stato italiano è quello che assicura i redditi più alti al mondo ai politici e ai funzionari statali, e che pretende le tasse più alte alle imprese.
Se questo non è uno Stato classista, non so quale altro possa esserlo.
L’ancien régime al suo confronto era il regno della perfetta uguaglianza.
La gente si lamenta , ma paga.
Non a caso il furto fiscale è aumentato del 1,4% nei primi sei mesi dell’anno.
Cresce la miseria, si riduce la ricchezza.
Ieri sono stato ad acquistare 8 lampadine in un negozio-magazzino di materiale elettrico esistente dal dopoguerra.
Un bel negozio, grande, ben tenuto, gestito da due soci cinquantenni, ex dipendenti del fondatore.
Parlando del più e del meno mi hanno detto che se trovassero da vendere l’attività lo farebbero di corsa.
Sarebbero disposti a vendere a chiunque, cinesi, pakistani, etc.
In sostanza, mi han confermato che il peso fiscale li sta affossando.
Ho pagato le 8 lampadine e non ho voluto lo scontrino.
Mi hanno scontato 3 euro su un totale di 28€.